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vaiolo delle scimmie

Vaiolo delle scimmie: il vaccino prevede due dosi

Pubblicato il 2 Agosto, 2022

Il vaccino del vaiolo delle scimmie, secondo quanto si apprende dalla Regione Lazio, prevede una prima dose e un richiamo da somministrare dopo un intervallo di 2-3 mesi.

Dopo che l’Istituto Spallanzani si è detto pronto a partire la Regione precisa di essere in attesa da parte del Ministero dei criteri di definizione della platea, ovvero norme per il reclutamento e indicazione delle fasce di età.

L’Istituto per le malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma sarà “presto pronto a partire con il vaccino del vaiolo per monkeypox e attende dal ministero le modalità di reclutamento”.

Lo comunica l’assessore alla Sanità della regione Lazio, Alessio D’Amato.

“Lo Spallanzani ha offerto la propria disponibilità ad essere centro regionale di riferimento per la vaccinazione per il Monkeypox”, precisa il direttore generale dell’Istituto di Malattie infettive Spallanzani.

“Abbiamo offerto , inoltre, la nostra expertise, anche con il contributo delle Associazioni, per una corretta campagna di informazione. Attendiamo le Linee guida ministeriali alle quali stiamo attivamente collaborando”, aggiunge Vaia.

“Se si parte con un programma di vaccinazione contro il vaiolo delle scimmie deve essere offerto a tutti gli italiani che rientrano nelle categorie potenzialmente a rischio. Bisogna partire con una campagna nazionale, disponibile in tutte le regioni italiane e bisogna farlo rapidamente, perché l’Italia è in ritardo rispetto agli altri Paesi pur essendo al decimo posto per numero di casi”, sottolinea Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, dopo l’annuncio dell’assessore alla Sanità del Lazio.

“Anche noi riceviamo tantissime richieste ma dobbiamo rispondere che in Italia, in questo momento, non è ancora possibile fare il vaccino”, commenta Bassetti, aggiungendo che l’annuncio sullo Spallanzani “è una buona notizia ma non può essere l’unico centro a vaccinare”.

E ancora. Sul vaiolo delle scimmie “credo che abbia influito molto l’aspetto ideologico – sostiene Bassetti – perché ormai due mesi fa avevo allertato sul fatto che il contagio riguarda prioritariamente maschi di età compresa fra 20 e i 40 anni omosessuali, e questo era. Oggi abbiamo quasi 25mila casi nel mondo, e oltre il 95% riguarda questa categoria di persone, alla quale sarebbe bene offrire la vaccinazione. Ma bisogna correre, siamo sempre in ritardo”.