Pubblicato il 23 Settembre 2026
La nuova misura partirà già dai nuovi ingressi
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha annunciato che la nuova norma sul limite del 30% per gli studenti che non conoscono adeguatamente la lingua italiana sarà introdotta attraverso un decreto legge. L’obiettivo, ha spiegato il ministro, è intervenire rapidamente già a partire da quest’anno scolastico.
La misura riguarderà i nuovi arrivi nelle classi, senza prevedere, secondo quanto precisato da Valditara, una redistribuzione degli studenti già inseriti nei percorsi scolastici. “Non disarticoliamo le classi”, ha sottolineato.
Il criterio sarà la conoscenza dell’italiano
Il ministro ha chiarito che il parametro previsto dalla norma non sarà la cittadinanza dello studente, ma il livello di conoscenza della lingua italiana.
Dal limite saranno esclusi, ad esempio, gli studenti che abbiano frequentato la scuola dell’infanzia o che abbiano trascorso un numero sufficiente di anni all’interno del sistema scolastico italiano.
Valditara ha ribadito che il criterio è, a suo dire, esclusivamente linguistico e ha indicato nella conoscenza dell’italiano uno strumento centrale per favorire l’integrazione.
La disposizione riguarderà anche eventuali studenti provenienti da altri Paesi dell’Unione europea che non conoscano adeguatamente l’italiano. Il ministro ha quindi sottolineato che l’origine nazionale o etnica non rappresenterà il parametro per l’applicazione del limite.
Distribuzione degli studenti e potenziamento dell’italiano
Per rendere operativo il provvedimento, gli uffici scolastici territoriali avranno il compito di coordinare i dirigenti scolastici e favorire una distribuzione più equilibrata degli studenti tra le scuole della stessa zona.
Nel caso in cui questa soluzione non sia concretamente possibile, saranno previste deroghe accompagnate da un rafforzamento dell’insegnamento della lingua italiana.
Valditara ha parlato di un finanziamento superiore a 14 milioni di euro destinato, nei casi in cui non sia possibile procedere alla distribuzione degli studenti, a interventi personalizzati per il potenziamento dell’italiano.
Nessuno scontro con il Quirinale, secondo Valditara
Il ministro ha inoltre respinto l’ipotesi di uno scontro con il Quirinale dopo le dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulle precedenti circolari firmate da Sergio Mattarella quando era ministro.
Secondo Valditara, il provvedimento sarebbe invece coerente con l’obiettivo di evitare la formazione di classi e scuole separate, favorendo l’integrazione degli studenti che incontrano maggiori difficoltà con la lingua italiana.
Il ministro ha inoltre criticato quella che ha definito una strumentalizzazione delle parole di Mattarella e del cardinale Matteo Zuppi, sostenendo che il principio del contrasto alle cosiddette “classi ghetto” sarebbe condiviso anche dall’esecutivo.
Il riferimento alle scuole degli anni ’50 negli Stati Uniti
Nel presentare la misura, Valditara ha utilizzato il riferimento alle scuole dell’Alabama degli anni ’50 per descrivere il rischio di creare contesti scolastici caratterizzati dalla separazione degli studenti.
Secondo il ministro, una scuola ghetto si crea quando uno studente viene emarginato dal resto della comunità scolastica. L’obiettivo dichiarato della nuova disciplina sarebbe quindi quello di evitare concentrazioni eccessive e, allo stesso tempo, garantire un adeguato sostegno linguistico.
Sul confronto politico seguito alla proposta, Valditara ha affermato: “Non inseguiamo Vannacci, semmai è lui che insegue noi”.
Valditara: “Burqa e niqab non hanno spazio nella scuola italiana”
Nel corso della conferenza stampa, il ministro ha affrontato anche il tema dell’integralismo islamico, sostenendo che burqa e niqab non dovrebbero trovare spazio nella scuola italiana.
Valditara ha definito la questione una “battaglia di civiltà”, collegandola al contrasto al patriarcato e all’isolamento delle donne.
Le dichiarazioni sono arrivate durante la presentazione del pacchetto di norme promosso dalla Lega sul tema dell’integralismo islamico.

