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Vannacci

Vannacci presenta la linea di Futuro Nazionale: “Con Trump punti in comune, ma no alla sudditanza verso gli Usa”

Pubblicato il 9 Luglio 2026

Il leader di Fn critica alcune scelte di Trump e rivendica maggiore autonomia per l’Italia

Roberto Vannacci, europarlamentare e leader di Futuro Nazionale, interviene sul rapporto tra Italia, Stati Uniti ed Europa, spiegando la posizione del suo movimento.

Pur riconoscendo alcune affinità con le politiche di Donald Trump, Vannacci afferma di avere una “totale avversione” per alcune decisioni dell’ex presidente americano, in particolare per le operazioni riguardanti l’Iran.

Secondo il leader di Fn, non è corretto esportare la democrazia attraverso interventi che rischiano di destabilizzare il Medio Oriente. Vannacci sostiene di essere stato tra i pochi esponenti del centrodestra ad aver evitato di esprimere sostegno all’azione statunitense contro Teheran.

Riguardo ai toni utilizzati da Trump, Vannacci li definisce coerenti con il suo stile comunicativo: un linguaggio diretto e provocatorio utilizzato per difendere gli interessi economici degli Stati Uniti.

“Rapporti con gli Usa sì, ma senza una posizione di subordinazione”

Vannacci ribadisce che l’Italia non può interrompere il legame storico con gli Stati Uniti, ma allo stesso tempo sostiene la necessità di una maggiore autonomia nelle scelte politiche.

Nel mirino finiscono anche i rapporti tra Trump e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, accusata da Vannacci di aver assunto una posizione troppo vicina alle richieste americane su temi come dazi, acquisto di gas naturale liquefatto e aumento delle spese militari.

Secondo il leader di Futuro Nazionale, l’Italia dovrebbe superare una logica di dipendenza dalle decisioni di Washington: mantenere solide relazioni con gli Stati Uniti, ma agire da Stato sovrano senza condizionamenti personali o politici.

Le critiche alla Lega: “Poca coerenza sul riarmo e sull’Ucraina”

Vannacci sottolinea anche le differenze rispetto alla Lega, partito dal quale si è allontanato, accusandolo di aver mostrato una scarsa coerenza tra le posizioni mantenute in Europa e quelle adottate in Italia.

Secondo l’europarlamentare, la Lega avrebbe votato in Europa contro alcuni programmi di riarmo e contro il sostegno militare all’Ucraina, mentre in Italia avrebbe sostenuto provvedimenti per l’invio di armi e risorse a Kiev.

Un altro punto di contrasto riguarda la politica estera e l’attacco contro l’Iran: Vannacci critica chi ha espresso apprezzamento per l’operazione, sostenendo che le conseguenze economiche potrebbero ricadere sui cittadini italiani attraverso l’aumento dei costi energetici.

Futuro Nazionale punta a crescere: “Siamo la novità politica degli ultimi anni”

Parlando del futuro del movimento, Vannacci rivendica una crescita di Futuro Nazionale, con nuovi ingressi registrati in diverse città italiane.

Secondo il leader del partito, Fn vuole rappresentare una nuova proposta politica basata su identità nazionale, valori chiari e posizioni definite su temi centrali.

Vannacci spiega inoltre che nel movimento non ci sarebbero interpretazioni personali della linea politica e che gli incarichi vengono conquistati attraverso il lavoro sul territorio.

Sicurezza e immigrazione: la proposta del “pacchetto tolleranza zero”

Tra i temi prioritari indicati da Vannacci c’è quello della sicurezza. Il leader di Fn sostiene di aver proposto un insieme di misure aggiuntive rispetto al pacchetto sicurezza del governo, definito “pacchetto tolleranza zero”.

Tra gli obiettivi indicati ci sarebbe una revisione delle norme che, secondo Vannacci, limiterebbero la possibilità delle forze dell’ordine di intervenire efficacemente.

Il tema viene collegato anche all’immigrazione: Vannacci afferma che una parte significativa dei reati sarebbe commessa da cittadini stranieri e propone un maggiore utilizzo di pene alternative al carcere attraverso attività lavorative utili alla comunità.

Fisco e lavoro: critiche alla Naspi e proposta di riduzione delle tasse

Sul fronte economico, Vannacci respinge l’idea di una posizione populista e critica alcuni meccanismi assistenziali, citando in particolare la Naspi.

Secondo il leader di Fn, il sistema avrebbe favorito la nascita dei cosiddetti “professionisti della disoccupazione”, persone che lavorerebbero solo alcuni mesi all’anno per poi beneficiare dell’indennità per periodi più lunghi.

Vannacci si dice contrario anche all’ampliamento della no tax area, sostenendo che una quota ridotta di contribuenti sostiene gran parte del peso dell’Irpef nazionale.

La proposta indicata è invece quella di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e abbassare il costo del lavoro, estendendo anche alle aziende un modello di tassazione agevolata già previsto per alcune categorie di lavoratori autonomi.

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