Pubblicato il 11 Febbraio 2026
Il sostegno alla fiducia: una scelta politica, non di merito
ROMA, 11 febbraio 2026. Roberto Vannacci chiarisce la posizione del suo partito sul voto di fiducia, sottolineando che si tratta di una scelta politica strategica e non di un’approvazione del contenuto del provvedimento.
Secondo quanto dichiarato, Futuro Nazionale voterà a favore della fiducia perché il voto rappresenta un passaggio utile a “delimitare un perimetro politico”, consentendo ai partiti di definire con chiarezza il proprio posizionamento.
“Un partito di Destra come il nostro sa bene dove stare”, afferma Vannacci, ribadendo che la decisione non implica un sostegno nel merito al decreto.
Contrarietà al decreto e stop alle armi a Zelensky
Nonostante il via libera alla fiducia, la linea resta ferma sul contenuto del provvedimento. Vannacci conferma infatti la contrarietà al decreto Ucraina e annuncia che il partito manterrà i propri ordini del giorno.
Tra i punti qualificanti, viene ribadito l’impegno a interrompere la fornitura di armi all’esercito di Volodymyr Zelensky. Inoltre, Futuro Nazionale annuncia che voterà contro nel voto finale sul decreto, marcando così una netta distinzione tra il sostegno tecnico alla fiducia e il giudizio politico sul testo.
“Non siamo uno strumento della sinistra”
Vannacci respinge con decisione le accuse di ambiguità politica, sostenendo che la posizione assunta dimostra coerenza e autonomia.
“Non siamo uno strumento della sinistra che vuole destabilizzare la Nazione”, afferma, riferendosi alle critiche ricevute.
Allo stesso tempo, il leader precisa di non voler essere associato alle forze di opposizione come Bonelli, Fratoianni, Renzi, Conte o Schlein, rivendicando una collocazione chiara e distinta.
Identità e coerenza come linea guida
Il messaggio conclusivo è un richiamo all’identità politica: nessuna adesione a “giochini” o alleanze strumentali, ma neppure rinuncia alla propria linea.
Futuro Nazionale, conclude Vannacci, intende mantenere una posizione autonoma, coerente e riconoscibile, votando la fiducia per definire il quadro politico ma restando fermamente contrario al decreto sull’Ucraina.

