Pubblicato il 20 Luglio 2026
Il generale rilancia la battaglia dopo la bocciatura dell’emendamento alla Camera
Roberto Vannacci torna a spingere sul tema delle preferenze elettorali e lancia un nuovo messaggio, dai toni provocatori, rivolto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Il nuovo intervento arriva dopo la bocciatura alla Camera dell’emendamento presentato dalla maggioranza sulla riforma elettorale, che prevedeva anche il ritorno dei capilista bloccati. La proposta è stata respinta per un solo voto di differenza, anche a causa del comportamento di numerosi franchi tiratori all’interno dell’Aula.
Respinta anche una proposta simile sostenuta dall’area vicina al generale, che aveva comunque ricevuto il sostegno di una parte della maggioranza.
Ora Vannacci torna all’attacco con un video dai toni ironici, nel quale appare mostrando due meloni, un riferimento evidente alla premier e alla nuova partita politica che si apre al Senato.
Il messaggio di Vannacci tra richiami storici e attacchi ai “franchi tiratori”
Nel video pubblicato dal fondatore di Futuro Nazionale, Vannacci utilizza diversi richiami storici e militari per commentare quanto accaduto alla Camera.
Il generale parla della necessità di restituire “la sovranità al popolo” e definisce la bocciatura dell’emendamento come una sorta di sconfitta da superare.
Secondo Vannacci, quanto accaduto a Montecitorio sarebbe stato una “Caporetto”, con alcuni parlamentari che avrebbero votato contro il proprio schieramento mantenendo l’anonimato grazie al voto segreto.
Il suo obiettivo, spiega, sarebbe ora quello di portare la questione al Senato, dove il regolamento non consentirebbe il voto segreto su questo tipo di provvedimenti, rendendo quindi più visibili le posizioni dei singoli senatori.
L’appello alla premier: “Chi può tiri fuori gli attributi”
Nel suo intervento, Vannacci si rivolge indirettamente a Giorgia Meloni, invitando chi sostiene la riforma a mostrare determinazione.
“Chi può tiri fuori gli attributi”, afferma il generale, senza citare direttamente la presidente del Consiglio.
Vannacci assicura inoltre il sostegno dei suoi sostenitori, definiti “arditi futuristi”, richiamando episodi della storia militare italiana per sottolineare la volontà di portare avanti la battaglia politica sulle preferenze.
Il messaggio finale è un invito a non arretrare: “Giochiamocela tutta. Ora ci vuole coraggio”.
La linea di La Russa: modifiche possibili al Senato
La strategia evocata da Vannacci ricalca quella già indicata dal presidente del Senato Ignazio La Russa dopo il voto negativo alla Camera.
La seconda carica dello Stato aveva infatti parlato della possibilità di intervenire sul testo approvato dalla Camera con modifiche anche mirate, sostenendo che il passaggio a Palazzo Madama avrebbe potuto rappresentare una nuova occasione di confronto.
La Russa aveva inoltre evidenziato come il regolamento del Senato non preveda il voto segreto su alcune materie, rendendo quindi più evidente la posizione dei singoli parlamentari.
Le tensioni dopo il voto alla Camera
Nelle ultime dichiarazioni, La Russa ha confermato il proprio orientamento favorevole alle preferenze, ma ha anche sottolineato le difficoltà politiche emerse dopo la bocciatura dell’emendamento.
Secondo il presidente del Senato, il voto negativo della Camera ha lasciato “scorie” all’interno della maggioranza, e sarebbe inutile ripresentare una proposta simile senza la certezza di un consenso parlamentare sufficiente.
Il tema delle preferenze resta quindi al centro del confronto politico, con la maggioranza chiamata a trovare un equilibrio tra le diverse posizioni interne.

