Pubblicato il 5 Febbraio 2024
Oltre a sostanze stupefacenti e telefoni cellulari, dentro il carcere è arrivato un nuovo strumento, il “pezzotto”, per la visione di partite di calcio e serie televisive. Durante un’ispezione nelle camere di sicurezza di Velletri, sono stati scoperti due di questi dispositivi dagli agenti della polizia penitenziaria.
A darne notizie è Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria: “Questa mattina, molto presto, è stata eseguita una perquisizione straordinaria presso il carcere di Velletri, alla quale partecipato più di 100 poliziotti penitenziari. Gli agenti hanno rinvenuto ben sei apparecchi telefonici con i vari carica batteria, due ‘pezzotti’, una Play Station piccola portatile e qualche quantitativo di droga”.
Il segretario nazionale poi evidenzia che “continua inesorabile la lotta dei poliziotti penitenziari in servizio nella Regione Lazio alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti: personale che, sebbene decimato nell’organico da scellerate scelte poste in essere dall’amministrazione penitenziaria regionale e nazionale, non hanno perso lo spirito di abnegazione e il senso di appartenenza a un corpo di Polizia dello Stato, continuando a ottenere brillanti risultati. Un plauso del sottoscritto e del SAPPE ai colleghi che hanno operato oggi a Velletri, interrompendo questa diffusa illegalità compreso lo spaccio e per i quali si auspica un riconoscimento formale da parte dell’amministrazione Penitenziaria”.
Queste invece sono le parole di Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. “non si contano più i rinvenimenti e i sequestri di questi piccoli apparecchi. Le vie d’ingresso diventano molteplici, non ultima anche quella aerea a mezzo droni che sempre più spesso vengono avvistati e intercettati – ha aggiunto Capece -. La cosa grave è che denunciamo queste cose ormai da più di dieci anni e nessuno ha ancora fatto qualcosa. Vanno adottate soluzioni drastiche come la schermatura delle sezioni detentive, delle celle e degli spazi nei quali sono presenti detenuti, all’uso dei telefoni cellulari e degli smartphone”.

