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Venezuela, 10 giorni dopo il sisma si continua a scavare: si aggrava il bilancio di vittime e feriti

Pubblicato il 5 Luglio 2026

Emergenza senza sosta lungo la costa centro-settentrionale

A dieci giorni dai devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela, le operazioni di ricerca e soccorso proseguono senza interruzioni lungo la fascia costiera centro-settentrionale. Le aree colpite sono ancora ricoperte da macerie e resti di edifici crollati, mentre la popolazione continua a cercare sopravvissuti e dispersi.

In molte zone, la mancanza di mezzi pesanti ha reso gli interventi estremamente difficili. Residenti e volontari si sono organizzati autonomamente, formando catene umane e utilizzando strumenti di fortuna e secchi per rimuovere i detriti dagli edifici distrutti.

Città devastate e sforzi tra difficoltà estreme

Tra le località più colpite figura il complesso OPP di Caraballeda, dove le operazioni continuano in condizioni critiche, tra strutture instabili e pericoli costanti. Anche la zona di Catia La Mar è tra quelle maggiormente devastate.

L’intero stato di La Guaira, a nord della capitale Caracas, è stato duramente colpito dai due eventi sismici avvenuti il 24 giugno 2026, con magnitudo 7,2 e 7,5.

Bilancio drammatico e numeri in continuo aggiornamento

Secondo le autorità locali, il bilancio umano è gravissimo: 2.954 vittime confermate e oltre 16.500 feriti. Restano inoltre tra 24.000 e 50.000 persone disperse, secondo stime indipendenti e registri locali.

Soccorsi rallentati e speranza ancora viva

Con risorse limitate e una forte carenza di mezzi tecnici, le operazioni di ricerca proseguono soprattutto grazie allo sforzo fisico della popolazione locale. Molti soccorritori improvvisati continuano a lavorare senza sosta, spinti dalla speranza di ritrovare i propri familiari tra le macerie, in uno scenario ancora segnato da dolore e incertezza.

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