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Venezuela devastato dal terremoto: oltre 230 morti, migliaia di feriti e decine di migliaia di dispersi

Pubblicato il 26 Giugno 2026

Bilancio in continuo aggiornamento dopo le due violente scosse

Il Venezuela continua a fare i conti con le drammatiche conseguenze delle due potenti scosse di terremoto che hanno colpito il Paese, provocando distruzione soprattutto nella capitale Caracas e nello Stato costiero di La Guaira.

Secondo i dati disponibili nelle prime ore del 26 giugno, il bilancio provvisorio è già pesantissimo: oltre 230 persone hanno perso la vita, più di 4.300 sono rimaste ferite e oltre 40mila risultano ancora disperse. Numeri destinati purtroppo ad aumentare, considerato che molte aree colpite restano isolate e difficilmente raggiungibili dai soccorritori.

Le stime formulate nelle ore immediatamente successive al sisma dal Servizio Geologico degli Stati Uniti indicavano uno scenario potenzialmente catastrofico, con un numero di vittime che potrebbe oscillare tra 1.000 e 100mila persone.

Tra le vittime accertate figura anche un cittadino italo-venezuelano di 56 anni, coinvolto nel crollo di un edificio.

La Farnesina verifica la situazione degli italiani

La presenza di una numerosa comunità italiana in Venezuela alimenta la preoccupazione delle autorità italiane. La Farnesina ha confermato che sono in corso verifiche su numerosi cittadini italiani o di origine italiana di cui, al momento, non si hanno notizie certe.

Nella serata del 25 giugno è stato confermato il decesso di un uomo italo-venezuelano, nato a Caracas nel 1970 e con familiari residenti in Italia. La vittima si trovava nello Stato di La Guaira al momento del crollo dell’edificio che lo ha travolto.

“Stiamo ricevendo numerose segnalazioni riguardanti persone che non rispondono ai contatti e per le quali sono state richieste verifiche”, ha dichiarato il capo dell’Unità di crisi della Farnesina, Nicola Minasi.

Città distrutte e migliaia di sfollati

Lo scenario che si presenta nelle aree più colpite ricorda quello di un territorio devastato da un bombardamento. Interi quartieri sono stati ridotti a cumuli di macerie, mentre numerosi incendi sono divampati a causa delle fughe di gas provocate dal terremoto.

Migliaia di persone si sono riversate nelle strade, molte delle quali hanno perso la propria abitazione o sono alla disperata ricerca di parenti e amici dispersi.

Secondo i dati diffusi dal ministero dell’Interno venezuelano, oltre 70mila famiglie sono rimaste senza casa. Soltanto nello Stato di La Guaira, l’area maggiormente colpita dal sisma, sarebbero crollati circa 100 edifici.

Soccorsi insufficienti: si scava anche a mani nude

La situazione più critica si registra proprio a La Guaira, dove le squadre di soccorso stanno affrontando enormi difficoltà operative.

In molte zone, infatti, i soccorritori non dispongono di mezzi e attrezzature adeguate per rimuovere rapidamente le macerie, costringendo volontari e familiari delle vittime a scavare anche a mani nude nel tentativo di salvare eventuali superstiti.

Le testimonianze raccolte sul posto raccontano di una corsa contro il tempo resa ancora più difficile dalla scarsità di uomini e mezzi disponibili.

Le storie di speranza tra le macerie

Nonostante la devastazione, emergono anche episodi che alimentano la speranza.

A Chacao, una donna è stata estratta viva dalle macerie di un edificio a oltre ventiquattro ore dal terremoto. A comunicarlo è stato il sindaco Gustavo Duque, che ha condiviso sui social l’esito positivo delle operazioni di soccorso.

“Ci troviamo nell’edificio Don Pepe e, fortunatamente, siamo riusciti a salvare una residente. Dio è grande”, ha scritto il primo cittadino.

Poche ore prima, un neonato era stato recuperato vivo tra i resti di un edificio crollato a La Guaira. Secondo le prime ricostruzioni, il piccolo sarebbe stato individuato da alcuni superstiti e successivamente affidato ai soccorritori. Le sue condizioni non desterebbero preoccupazione.

In arrivo aiuti internazionali

Di fronte all’entità della catastrofe, il governo venezuelano ha richiesto il supporto della comunità internazionale.

La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha confermato l’arrivo di squadre di soccorso provenienti da diversi Paesi per rafforzare le operazioni di ricerca e assistenza alla popolazione colpita.

I primi operatori internazionali attesi sono quelli della Repubblica Dominicana, ai quali seguiranno ulteriori contingenti di emergenza.

Anche l’Italia ha assicurato il proprio sostegno. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato la disponibilità del governo italiano a fornire assistenza attraverso l’invio di personale specializzato dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, che potrebbero raggiungere il Venezuela a bordo di velivoli dell’Aeronautica Militare.

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