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Venezuela devastato dal terremoto: oltre 900 vittime, tre italo-venezuelani morti e decine di dispersi

Pubblicato il 27 Giugno 2026

Continua a salire il bilancio del sisma

Si aggrava di ora in ora il bilancio del devastante terremoto che ha colpito il Venezuela nella giornata di mercoledì. Secondo gli ultimi dati forniti dal presidente dell’Assemblea Nazionale, Jorge Rodríguez, le vittime accertate hanno raggiunto quota 920, mentre le operazioni di soccorso proseguono senza sosta tra edifici crollati e migliaia di persone ancora disperse.

Si tratta tuttavia di un bilancio ancora provvisorio, destinato con ogni probabilità ad aumentare nelle prossime ore, mentre i soccorritori continuano a scavare tra le macerie nelle aree maggiormente colpite.

Preoccupazione per la comunità italiana

A destare particolare attenzione è anche la situazione della numerosa comunità italiana residente nel Paese. A fare il punto è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto da Dubrovnik, che ha confermato le prime vittime tra gli italo-venezuelani e un numero ancora significativo di persone disperse.

Secondo quanto riferito dal titolare della Farnesina, i cittadini italo-venezuelani deceduti sarebbero al momento tre, mentre si registrano cinque feriti accertati e almeno 35 dispersi.

“Abbiamo ancora dati molto approssimativi”, ha spiegato Tajani, ricordando che in Venezuela risultano iscritti all’Aire circa 150 mila cittadini italiani.

L’Italia attiva la macchina dei soccorsi

Il ministro ha sottolineato come il quadro resti in continua evoluzione, evidenziando che non è ancora possibile stimare con precisione il numero delle persone coinvolte sotto le macerie.

Nel frattempo, l’Italia ha già avviato un’importante operazione di assistenza. Squadre dell’Unità di crisi della Farnesina, dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile sono già in viaggio o stanno raggiungendo il Venezuela.

Tra oggi e domani è previsto l’arrivo di circa 100 specialisti italiani esperti negli interventi in scenari di calamità naturale, chiamati a supportare le operazioni di ricerca e soccorso.

Tajani ha inoltre assicurato che il governo italiano continuerà a monitorare la situazione attraverso la rete diplomatica e consolare presente nel Paese, garantendo il massimo supporto possibile sia alla popolazione venezuelana sia ai connazionali coinvolti.

Gli aiuti internazionali iniziano ad arrivare

Secondo il ministro degli Esteri, anche la comunità internazionale sta mobilitando risorse per affrontare l’emergenza. È stato attivato il Meccanismo di Protezione civile dell’Unione europea, mentre diversi Paesi hanno già annunciato l’invio di personale specializzato e aiuti umanitari.

Tajani ha inoltre confermato di aver mantenuto contatti diretti con la presidente ad interim Delcy Rodríguez e con il ministro degli Esteri venezuelano, ribadendo la disponibilità italiana a fornire ogni supporto richiesto dalle autorità locali.

Ospedali al collasso: “Mancano anche i materiali di base”

Alla devastazione provocata dal sisma si aggiunge una gravissima emergenza sanitaria. Gli ospedali di Caracas e delle aree maggiormente colpite stanno affrontando una situazione drammatica, con carenze diffuse di medicinali, dispositivi medici e materiali essenziali.

La testimonianza raccolta dal portale locale Efecto Cocuyo racconta la disperazione dei familiari dei feriti: “Non hanno quasi nulla. Servono farmaci per le ferite, garze, antidolorifici. Abbiamo bisogno di tutto”, ha raccontato la zia di una giovane sopravvissuta estratta viva dalle macerie e ricoverata all’ospedale Domingo Luciani di Caracas.

Anche il personale sanitario conferma la gravità della situazione. Tra le forniture mancanti figurano garze, guanti, mascherine, bisturi, camici chirurgici, pannolini e persino gli indumenti per i pazienti ricoverati.

Otto ospedali danneggiati dal terremoto

La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha reso noto che otto ospedali tra Caracas e lo Stato di La Guaira hanno subito danni strutturali a causa del terremoto. Due strutture sanitarie sono già state evacuate, con il trasferimento dei pazienti verso altri ospedali già fortemente sotto pressione.

L’emergenza si inserisce inoltre in un sistema sanitario che versava in condizioni critiche già prima del sisma. Secondo le denunce della Federazione medica venezuelana, negli ospedali pubblici la disponibilità di materiali sanitari risultava inferiore al 10% già nei mesi precedenti alla tragedia.

Il terremoto ha quindi aggravato una situazione sanitaria già estremamente fragile, trasformando l’emergenza umanitaria in una delle più gravi crisi affrontate dal Venezuela negli ultimi decenni.

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