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“Vi spiego perché ho scritto un libro su John Lennon”

Pubblicato il 5 Dicembre, 2021

Che c’azzecca Marco Pitrella con John Lennon? Perché mai il giornalista – e, da poco, scrittore – di Grammichele, ha dedicato il suo libro di esordio al musicista dei Beatles, addirittura accostando se stesso, già nel titolo, “John Lennon e me”, ad una tra le più potenti icone del ‘900? John Lennon e te? Pitrella, ma come si fa? “Ammetto che l’accostamento può sembrare strano e un po’ non-sense – spiega l’autore – ma mi arrogo il diritto di dire che il mio è un lavoro davvero originale, non la solita biografia o il solito titolo celebrativo”.

Puoi chiarire meglio il concetto di “originale”?

E’ un libro in cui si intrecciano esperienze personali con aneddoti sulla vita e sulla musica di John Lennon. Senza dimenticare Yoko Ono.

Cioè?

Ho dedicato tre pagine ad una particolare caratteristica di Yoko Ono che…

No aspetta, non spoilerare. Torniamo a John Lennon, quando è nata questa passione?

Quando ero ancora un ragazzino. Grazie ad una musicassetta di mio padre dei Beatles. Fu amore a prima vista, anzi a primo ascolto, soprattutto di Strawberry Field Forever, la mia canzone preferita. Scoprì poi di avere molte cose in comune con John Lennon, in particolare. Rimasi subito affascinato da quella genialità un po’ maldestra.

E cos’hanno in comune Pitrella e John Lennon?

L’amore per la scrittura, per la musica, per la lettura. Ma anche il modo di intendere l’impegno politico: da una parte la sfida dell’utopia, di “Imagine”, dall’altro l’attivismo concreto, il supporto al movimento dei “Black Panther”. Fu proprio grazie a John Lennon che cominciai ad appassionarmi alla politica. E poi…

E poi?

I miei compagni di classe erano tutti artisti, suonavano tutti qualcosa, tranne me. E allora, per darmi un tono da artista, ma anche per differenziarmi, iniziai a fare l’unica cosa che mi riusciva bene. Scrivere. E ho scritto per tanti anni, soprattutto articoli, poi un anno fa ho deciso di scrivere “John Lennon e me”.

Risultato? Riscontri?

Direi oltre ogni più rosea previsione, considerato tra l’altro che è uscito in piena pandemia. Ha avuto e continua ad avere un buon successo, grazie soprattutto al tam tam spontaneo sui social. Pensa che il libro è stato pure premiato.

Da chi? Quando?

A settembre di quest’anno. Dal blog “Letto, riletto e recensito” dello scrittore Massimo Fazio, nell’ambito di Etnabook.

Che tipo di commenti e di feedback hai ricevuto dai lettori?

Per fortuna, almeno per il momento, tanti giudizi positivi. Il complimento più bello me l’ha fatto la mia amica Claudia, mi ha scritto: “Che questo libro sia un meraviglioso viaggio collettivo di cui tu resti il pilota. Naturalmente, su un sottomarino giallo”.

E questo sottomarino giallo verso quali “mari” è diretto?

Comincerò in questi giorni un tour di presentazioni: sarò l’8 dicembre a Paternò, il 20 dicembre a Mirabella Imbaccari, poi, in date da definire, a Catania e Grammichele. E ancora, tra qualche giorno, su Spotify, sarà pubblicata la lista delle canzoni citate in “John Lennon e me”, per permettere ai lettori di immergersi totalmente nell’esperienza del mio libro.

Grammichele, Occhiolà, il tuo paese…

Un paese che non ha mai avuto una libreria e in cui nessuno avrebbe scommesso che ne sarebbe mai nata una. -Compreso me. E invece, l’anno scorso, due giorni dopo l’uscita del mio libro, è nata la prima libreria. Una bellissima coincidenza. Mi piace pensare che il mio libro sia nato con una gradita “smentita”.

Un messaggio ai potenziali lettori?

Per Natale, fatevi un bel regalo, comprate “John Lennon e me”. Soprattutto John Lennon.