Pubblicato il 15 Luglio 2026
Controlli dei Carabinieri contro le attività irregolari
Un’officina meccanica completamente priva delle necessarie autorizzazioni è stata scoperta dai Carabinieri della Stazione di Viagrande nel corso di un servizio mirato al contrasto delle attività produttive abusive e alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica.
L’intervento è stato eseguito nel centro abitato del paese, dove i militari hanno individuato un garage trasformato in una vera e propria officina per la riparazione di veicoli.
Garage trasformato in officina senza autorizzazioni
Durante il controllo, i Carabinieri hanno accertato che un 64enne aveva adibito il garage della propria abitazione, di circa 70 metri quadrati, a officina meccanica, pur senza alcun titolo autorizzativo.
Nelle vicinanze dell’immobile erano parcheggiate 21 automobili e uno scooter, affidati al proprietario per interventi di riparazione. Al termine degli accertamenti, i mezzi sono stati riconsegnati ai rispettivi proprietari.
All’interno del locale sono stati trovati motori di autovetture, batterie esauste, numerosi ricambi meccanici, utensili da officina, cric, cavalletti, bulloneria e un ponte meccanico, elementi che confermavano l’esercizio dell’attività di autoriparazione.
Sequestrata anche un’area utilizzata come discarica
Nel corso dell’ispezione, i militari hanno esteso i controlli a un terreno di circa 200 metri quadrati, adiacente al garage e di proprietà dello stesso 64enne.
L’area è stata posta sotto sequestro dopo il ritrovamento di una grande quantità di rifiuti e materiali derivanti dall’attività di autoriparazione, tra cui filtri dell’olio e dell’aria, ammortizzatori, componenti meccaniche usate, olio esausto conservato in bidoni di plastica, pneumatici, cerchi in lega e in ferro, fusti metallici e numerosi ricambi già utilizzati.
Gli investigatori hanno inoltre rinvenuto un cassone di camion contenente ulteriori parti di autoveicoli, riconducibili a mezzi non presenti sul posto.
Padre e figlio denunciati per reati ambientali
Secondo quanto accertato dai Carabinieri, l’attività sarebbe stata gestita dal 64enne insieme al figlio di 35 anni, entrambi incapaci di esibire qualsiasi autorizzazione per l’esercizio dell’officina.
Sulla base degli elementi raccolti, padre e figlio sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per presunte violazioni della normativa ambientale prevista dal Decreto Legislativo 152/2006.
Le contestazioni riguardano, in particolare, la gestione e lo smaltimento non autorizzato di rifiuti non pericolosi, il deposito incontrollato dei materiali e l’esercizio di uno stabilimento produttivo senza le necessarie autorizzazioni alle emissioni in atmosfera.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

