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Violenza sulle donne: Roma Capitale dei femminicidi, 14 da inizio 2021

Il numero di femminicidi a Roma è raddoppiato rispetto ai numeri del 2020, la capitale è al primo posto nella classifica. Seconda Milano

È un terribile primato quello romano, con 14 donne uccise a Roma sui 15 femminicidi avvenuti nel Lazio, seguito a distanza da quello di Milano con 8 casi nel 2021 contro i 4 del 2020.

Continua ad essere l’ambiente domestico il luogo più frequente dove avvengono le violenze. Ben 13 dei 15 omicidi del 2021 sono avvenuti tra le mura di casa, mentre i rimanenti due sono collegabili alla sfera amicale. Il 90% dei casi coinvolge vittime e carnefici di nazionalità italiana. Questi dati sono stati realizzati ed elaborati dalla Uil del Lazio e dall’Eures in merito ai femminicidi nella regione lazio nel 2021. 

Le donne vittime di questi omicidi, nella maggior parte dei casi avevano deciso di allontanarsi dal partner violento o da un uomo che non amavano più. La gelosia e il possesso rimangono le motivazioni più ricorrenti dei delitti, seguite da disturbi psichici o, in alcune situazioni minoritarie, dai cosiddetti femminicidi compassionevoli, legati cioè a lunghe malattie della compagna e spesso alla perdita della sua autonomia funzionale.

Tragedie e gesti che con l’avvento della pandemia hanno trovato terreno fertile, con le donne spesso costrette a passare tutto il loro tempo con il proprio carnefice. In quest’ottica claustrofobica e disperata emerge un altro dato rilevante: l’80% degli autori di femminicidio si suicida, cioè 8 dei 10 femminicidi di coppia si sono conclusi con il suicidio dell’autore, dato che interessa in parte, ovvero per un terzo, i figli che hanno ucciso la propria madre nel 2021.

Un altro fattore che l’emergenza dovuta al Covid 19 ha acuito è relativa alle difficoltà economiche, oltre alla gelosia, al possesso e ai disturbi psichici si aggiunge, come motivazione di forte conflitto all’interno della coppia, anche la precarietà.

Stando ai dati relativi alla disoccupazione, in un solo anno si è scesi di due punti percentuale, di fatto bruciando 5 anni di progresso in tal senso. Ancora una volta a farne le spese maggiori sono le donne: tra il 2019 e il 2020 il lavoro femminile scende del 3,1% a livello regionale e del 4% nella Capitale, ovvero 33mila lavoratrici in meno in un anno. Un contesto di debolezza economica che non aiuta le donne vittime di violenza a fuggire laddove si trovino in casa, con dei bambini, in una situazione di totale dipendenza dal coniuge.

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