Pubblicato il 9 Ottobre 2023
È morta a 39 anni, pochi giorni dopo aver dato alla luce il terzo figlio. Una scomparsa tanto improvvisa quanto drammatica che adesso porta i vip romani a stringersi intorno al marito della vittima, il general manager di uno dei più importanti ristoranti di Roma, Rinaldi al Quirinale, l’uomo che ieri ha bussato alla porta dei carabinieri di Monterotondo chiedendo giustizia.
Vincenzo Rinaldi non punta il dito contro nessuno, ma chiede di sapere come e perché è morta sua moglie.
Pretende capire se la donna che ama ha perso la vita a causa di una colpa medica. Per questo motivo ieri sera ha depositato una querela. Poche pagine in cui ha riassunto le ultime settimane trascorse insieme alla donna.
LEGGI ANCHE: MILANO, TRAGEDIA IN VIALE FORLANINI: PEDONE TRAVOLTO E UCCISO DA UN BUS ATM SULLE STRISCE PEDONALI
“Era incinta al nono mese, aspettando che nascesse nostra figlia dopo due maschi”, scrive mentre, in compagnia del suo avvocato, Erdis Doraci, deposita l’atto in cui vengono adombrate possibili responsabilità mediche.
Il ristoratore ricorda e racconta ogni istante della gravidanza. Le visite del 22 ,28 e 30 settembre scorso, al pronto soccorso ostetrico dell’Ospedale Gemelli di Roma, quando la donna “lamentava malessere consistente in dolore con prurito e sfogo al petto, nausea e stato di affanno”, si legge negli atti.
Poi il ricovero del primo ottobre, data programmata a ridosso del parto. Le procedure di rito e la nascita della bambina, il giorno seguente, il 2 ottobre.
Uno dei momenti più belli della vita che in pochi giorni si trasforma in un incubo.
Perché quel fastidio al petto accusato prima del parto si è manifestato anche dopo. E le “grosse perdite di sangue” sono state definite, secondo la denuncia, “normali”. Anche nei giorni seguenti, quando la situazione non migliora. Quindi la donna viene ugualmente dimessa.
La situazione diventa insostenibile la sera del 7 ottobre, quando quei dolori sono sempre più pressanti. Il marito fa tutto il possibile: prende il telefono in mano e chiama il 118. L’ambulanza arriva dopo 30 minuti, racconta l’uomo ai carabinieri.
“Dopo averle praticato manovre di rianimazione partivano con lei verso l’ospedale di Monterotondo”, scrive Rinaldi ricordando la corsa in ospedale, l’attesa di 20 interminabili minuti e il più nefasto dei responsi: “usciva un medico e mi comunicava che purtroppo non c’è stato nulla da fare”.
Sarà adesso la Procura a dire se qualcosa poteva essere fatto, ad appurare eventuali responsabilità che comunque non cambieranno l’epilogo di questa vicenda.
“Cosa dirò ai miei tre gioielli”, scrive adesso sui social Vincenzo Rinaldi, mentre reazioni e commenti sembrano accarezzarlo virtualmente.
Da Francesco Totti alla compagna Noemi Bocchi passando per l’attrice Michela Quattrociocche e l’ex preparatore dei portieri della Roma, Guido Nanni. E poi politici e imprenditori, artisti e intellettuali. Clienti del locale a due passi dal Quirinale che giorno dopo giorno si sono trasformati in amici che adesso si stringono intorno a Vincenzo Rinaldi.

