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Viterbo, cuce la bocca alla moglie perché parlava troppo, condannato a 3 anni

Il 39enne viterbese che a marzo 2019 aveva rinchiuso la moglie in un armadio di casa, cucendole la bocca con delle spille da balia perché parlava troppo è stato condannato a 3 anni in via definitiva

Era accusato di maltrattamenti, lesioni e sequestro di persona un uomo di 39 anni di Viterbo. Era stato arrestato a marzo 2019, condannato in primo grado a 4 anni di detenzione. In appello però, è caduta l’accusa di sequestro di persona poiché il fatto non sussisteva, ottenendo lo sconto di un terzo della pena.

La moglie dell’uomo lo accusava di angherie, vessazioni e maltrattamenti durati 18 anni. Sette i referti degli ospedali con prognosi fino a 30 giorni, giustificati sempre con cadute accidentali dalle scale, il più violento dei quali riportava lesioni alle labbra poiché il marito le aveva cucito la bocca con delle spille da balia dato che la donna, secondo lui, parlava troppo.

La notte tra il 26 e il 27 luglio 2016 invece, la donna ha raccontato di essersi buttata dal balcone spezzandosi una gamba, pur di poter sfuggire alla violenza del coniuge.

Sul viso e sul corpo della donna, sono innumerevoli le cicatrici: “dovevo nascondere scopa e spazzoloni, perché li usava per picchiarmi”. L’uomo avrebbe avuto anche il vizio delle donne: una ballerina da night nel 2007 e più di recente una ragazza che avrebbe portato a vivere in casa con la moglie e i figli. 

La donna era la sola a lavorare per soddisfare le innumerevoli richieste in denaro del marito, i referti ospedalieri riferiscono che la donna era arrivata a pesare 39 chili.

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