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Vittorio Feltri ricorda la moglie Enoe: «Solo dopo averla persa ho capito quanto l’amavo»

Pubblicato il 18 Luglio 2026

Il dolore dopo la scomparsa della compagna di una vita

Vittorio Feltri ha raccontato il profondo dolore per la morte della moglie Enoe Bonfanti, scomparsa all’età di 88 anni dopo 58 anni di matrimonio. In un’intervista concessa al Corriere della Sera, il giornalista ha aperto il proprio cuore, descrivendo il vuoto lasciato dalla donna che lo ha accompagnato per gran parte della sua vita.

«Sono demoralizzato. Ho scoperto di amare mia moglie quando è morta. Ho sentito come un tonfo dentro di me e credo che non riuscirò più a riprendermi», ha confessato Feltri, raccontando il momento più difficile della sua esistenza.

L’ultimo saluto in ospedale

Ripensando agli ultimi giorni della moglie, Feltri ha ricordato che Enoe aveva già affrontato alcuni problemi di salute dai quali sembrava essersi ripresa. Il ricovero, però, ha cambiato improvvisamente il quadro.

«Quando sono andato a trovarla in ospedale ho capito subito che non ce l’avrebbe fatta, anche se non volevo accettarlo», ha spiegato. Dopo la notizia della morte, il giornalista ha raccontato di essersi chiuso in bagno per oltre un’ora, lasciandosi andare alle lacrime. Oggi, dice, trova conforto soltanto nel pensiero di poterla un giorno ritrovare.

Un amore nato quasi sessant’anni fa

La storia tra Vittorio Feltri ed Enoe Bonfanti iniziò negli anni Sessanta. Lei lavorava come puericultrice in un brefotrofio di Bergamo, dove il giornalista si recava con le sue due figlie gemelle, rimaste senza madre quando lui era ancora molto giovane.

Il loro matrimonio fu celebrato il 15 giugno 1968 e negli anni la famiglia si allargò con la nascita di Mattia e Fiorenza.

Feltri ha sempre riconosciuto il ruolo fondamentale avuto dalla moglie nella sua vita e in quella delle figlie: «Mi ha salvato la vita e ha salvato anche quella delle mie gemelle. Le ha cresciute come fossero sue. È sempre stata una persona migliore di me», ha raccontato con commozione.

I piccoli gesti che hanno reso speciale il loro rapporto

Nel ricordo del giornalista emergono soprattutto i momenti più semplici della quotidianità. Ogni sera, infatti, la coppia aveva una consuetudine che non è mai venuta meno.

«Avevamo il nostro rito serale: parlavamo di tutto, come due vecchissimi compagni di scuola», ha ricordato.

Quando gli impegni di lavoro lo tenevano lontano da casa anche per settimane, Enoe lo accoglieva preparando un’atmosfera di festa. Lui, invece, non mancava mai di portarle un piccolo regalo da ogni viaggio.

Le cene insieme e un amore fatto di attenzioni

Tra le abitudini che Feltri ricorda con maggiore affetto c’erano le serate trascorse da soli.

Una volta al mese la invitava a cena fuori, come se fossero ancora due fidanzati. Lei amava vestirsi con eleganza per l’occasione e, pur non essendo una persona incline agli acquisti, finiva spesso per provare diversi abiti quando il marito la convinceva a entrare in un negozio, con lui felice di regalarle ciò che desiderava.

Discussioni, rispetto e il bacio della buonanotte

Come in ogni lunga storia d’amore, anche la loro non è stata priva di momenti di confronto. Feltri ha spiegato che i dissensi non sono mai mancati, ma sono sempre stati affrontati con rispetto reciproco.

Per rispetto della moglie, ha raccontato di aver persino smesso di bestemmiare in sua presenza, sapendo quanto quel linguaggio la infastidisse. Di lei conserva il ricordo di una donna sempre equilibrata, misurata e capace di trovare le parole giuste.

Fino agli ultimi giorni, un gesto è rimasto immutato: il bacio della buonanotte, una piccola abitudine che per quasi sei decenni ha accompagnato la loro vita insieme.

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