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Bari

Voto di scambio, rinviato a giudizio ex sindaco salentino. In 16 in abbreviato

Pubblicato il 25 Novembre 2022

L’accusa è quella di voto di scambio politico-mafioso che, nel febbraio scorso, lo costrinse alle dimissioni dalla carica di assessore alla cultura. Ora, è stato rinviato al giudizio dal Tribunale di Lecce. Stiamo parlando dell’ex sindaco del Comune di Neviano, Antonio Megha, avvocato 62enne, che lo scorso 7 febbraio finì ai domiciliari nell’inchiesta coordinata dalla Dda di Lecce. Per Megha furono disposti i domiciliari prima e l’obbligo di dimora poi ed ora affronterà il processo ordinario assieme a un altro imputato. Altri 16 imputati, invece, hanno chiesto e ottenuto di essere ammessi al rito abbreviato.

Voto di scambio, i fatti

Secondo l’accusa, infatti, l’ex sindaco avrebbe accettato da Michele Coluccia, 63enne di Noha, ritenuto a capo dell’omonimo clan di stampo mafioso, 50 voti in cambio dei quali avrebbe promesso 3mila euro in 3 tranche, versandone una di mille, e di procacciare un posto di lavoro a un figlio di Coluccia nell’impresa per la raccolta rifiuti. Megha, sempre secondo l’accusa di voto di scambio, avrebbe anche promesso di mettere a disposizione del clan l’apparato politico-amministrativo di Neviano e di rappresentarne gli interessi nel territorio calabrese. In occasione dell’interrogatorio di garanzia, l’imputato respinse l’accusa sostenendo che “nessun accordo in chiave elettorale con il clan Coluccia, ma solo millanteria nell’euforia della vittoria alle amministrative”, come disse al gip alla presenza del suo difensore, l’avvocato Giuseppe Corleto.