Pubblicato il 28 Luglio 2026
Si amplia la sorveglianza in tutta Italia
Continua ad ampliarsi la rete di monitoraggio contro il West Nile virus. Alla data del 27 luglio, i controlli straordinari sulle donazioni di sangue sono attivi in 47 province appartenenti a 12 regioni italiane, con una maggiore concentrazione nel Nord, ma con aree interessate anche nel Centro, nel Sud e nelle Isole.
È importante precisare che nelle province interessate non è vietato donare il sangue. Le misure introdotte prevedono semplicemente controlli aggiuntivi per garantire la massima sicurezza delle trasfusioni.
Cosa succede nelle province interessate
Le aree evidenziate dal Centro Nazionale Sangue sono sottoposte a uno screening supplementare sulle sacche raccolte per verificare l’eventuale presenza del virus trasmesso dalle zanzare.
Non esiste quindi alcun blocco generalizzato delle donazioni, ma l’introduzione di esami aggiuntivi può aumentare il lavoro dei laboratori e rallentare i tempi necessari affinché il sangue raccolto sia disponibile per gli ospedali.
Quando scattano i controlli
L’elenco delle province interessate viene aggiornato costantemente in base all’evoluzione della situazione epidemiologica.
Le misure possono essere attivate non solo quando viene individuato un caso umano, ma anche se il virus viene rilevato in zanzare, uccelli, cavalli o donatori di sangue. In alcune circostanze, i controlli possono essere estesi anche alle province confinanti come misura preventiva.
Il test WNV-NAT garantisce trasfusioni sicure
Nelle aree sottoposte a sorveglianza viene eseguito il test molecolare WNV-NAT, un esame in grado di individuare il materiale genetico del virus anche in persone che non presentano alcun sintomo.
La maggior parte delle infezioni da West Nile, infatti, decorre in modo asintomatico, rendendo fondamentale questo tipo di controllo per evitare qualsiasi rischio nelle trasfusioni.
L’esame non comporta tempi più lunghi per il donatore durante la raccolta del sangue, ma può richiedere più tempo nella fase successiva, poiché le sacche vengono distribuite agli ospedali solo dopo aver ricevuto l’esito negativo dello screening.
Più lavoro per i laboratori
L’aumento dei controlli richiede un notevole impegno organizzativo.
Per effettuare gli screening servono reagenti, personale qualificato, apparecchiature dedicate e una rete di laboratori in grado di processare un numero crescente di campioni.
Per questo motivo il Centro Nazionale Sangue ha invitato le Regioni a programmare con anticipo il fabbisogno diagnostico e, se necessario, a rafforzare la collaborazione tra i laboratori per garantire la continuità delle attività di sorveglianza.
Quando può essere sospesa la donazione per 28 giorni
Le misure non riguardano soltanto chi vive nelle province monitorate.
Chi ha trascorso almeno una notte in uno dei territori interessati può essere temporaneamente escluso dalla donazione per 28 giorni.
Tale sospensione può essere evitata qualora il centro trasfusionale sia in grado di effettuare il test WNV-NAT. Dove questo esame non è disponibile, invece, resta in vigore il periodo di sospensione previsto dai protocolli sanitari.
Perché è importante continuare a donare
Le autorità sanitarie sottolineano che i controlli rappresentano una garanzia di sicurezza e non devono scoraggiare la donazione di sangue.
Grazie al sistema di sorveglianza, è possibile continuare a raccogliere sangue anche nelle aree in cui il virus è presente, tutelando al tempo stesso i pazienti che necessitano di trasfusioni.
Nel corso del 2025, lo screening ha consentito di individuare 56 donatori positivi ma privi di sintomi, evitando qualsiasi trasmissione del West Nile attraverso sangue, organi, tessuti o cellule.
Il sistema di controllo ha quindi dimostrato di essere efficace nel proteggere i riceventi e nel garantire la continuità delle donazioni su tutto il territorio nazionale.

