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Yahya Hkimi

Yahya Hkimi: l’assurda fine nel fiume Secchia a pochi giorni dalla maturità

Pubblicato il 19 Giugno 2023

Le immagini di quell’ultimo video lo ritraggono prima in piedi, fermo nell’acqua del fiume Secchia, poi accovacciarsi, infine sparire.

Doveva sembrare una corrente tale da trasportarlo via, Yahya Hkimi, 18 anni e un esame di maturità da affrontare, ma alla fine il suo corpo, dopo quattro giorni di ricerche, è stato trovato senza vita, a 500 metri più a valle dal punto (in località Marzaglia di Modena) in cui è stato girato quello stesso video da un suo amico non ancora maggiorenne.

Ci sono volute centinaia di ore di ricerche da parte dei soccorritori di terra e non solo, ricerche controllate a vista dal papà del ragazzo, che non ha abbandonato la riva in cerca di un segnale di speranza. 

Una presenza costante la sua, di fronte a quei fondali scoscesi e a quel fiume che, secondo le testimonianze dei residenti della zona, si è fatto ancor più pericoloso a causa del maltempo. Mercoledì della scorsa settimana, Yahya e il suo amico erano arrivati da un po’ al fiume – a poca distanza dal ponte ferroviario di Cave Cimitero – quando, stando alle testimonianze del secondo dei due, sarebbe venuta l’idea di qualche video da riprendere con lo smartphone, forse una sfida social; un video che ha però messo a rischio irreparabilmente la vita del giovane, i sogni di un 18enne con un’esistenza ancora da costruire, con un’età adulta tutta da scoprire, ricostruisce il Corriere.

“Stai attento”, sono le ultime parole che si sentono pronunciare dall’amico nel video, un monito che non deve essere suonato molto diverso da quello della mamma di Yahya, contraria fin dall’inizio a quella gita ritenuta troppo pericolosa, specialmente in quel punto del Secchia soggetto a divieto di balneazione per via delle forti correnti. Da parte sua, il ragazzo potrebbe aver fatto affidamento sulla buona conoscenza del posto, nonché sulla sua capacità di nuotare bene – come è stato riportato da più fonti – ma la corrente era talmente potente (e lo è stata anche nei giorni successivi) tale da rendere difficili i soccorsi: si è spesso lavorato a piedi e scavando a mano, ma anche con l’uso di droni. A un certo punto, il corso del fiume è anche stato deviato grazie all’intervento della società di gestione della vicina centrale elettrica.

Tra pochi giorni Yahya avrebbe dovuto sostenere uno dei primi e più importanti esami della vita di ogni ragazzo, la maturità. Un percorso di studi concluso quest’anno all’istituto Socio-Commerciale-Artigianale
Cattaneo-Deledda di Modena: “Siamo tutti molto addolorati – è il messaggio lasciato dalla dirigente scolastica, Alessandra Zoppello, a nome di tutto il corpo docente – per la perdita di un ragazzo volenteroso, che si affacciava all’età adulta pieno di sogni, con la spensieratezza dei suoi 18 anni”.

A febbraio di quest’anno aveva svolto il suo periodo di alternanza scuola-lavoro al Cra Ramazzini di Modena, una struttura di servizi socio-assistenziali per persone anziane non più completamente autosufficienti.

Gli ospiti della struttura, nell’ambito di un progetto musicale, hanno composto anche una canzone in quei giorni: Noi eroi il titolo. Nel brano, scritto da Barbara Rosset e Stefano Solieri, è citato anche Yahya, al quale tutti volevano “un gran bene”.

Il 13 maggio, al MoMusic Festiva, la canzone è stata cantata da tutti gli ospiti del Ramazzini.

“Grazie ragazzo per la tua dolcezza”, è il loro saluto.