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Zangrillo: “Il principio del merito deve valere anche per i magistrati”

Pubblicato il 5 Marzo 2026

Il ministro al Forum ANSA: “Nessuna categoria dovrebbe essere esclusa dalle valutazioni”

ROMA, 5 marzo 2026. Il principio del merito dovrebbe riguardare ogni professione, magistrati compresi. È questa la posizione espressa dal ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo durante il Forum ANSA.

Secondo il ministro, nessuna categoria lavorativa dovrebbe sottrarsi a meccanismi di valutazione basati sul merito. “Il tema del merito riguarda tutti – ha spiegato – dai giornalisti ai manager, fino ai politici, che sono giudicati direttamente dai cittadini. Non vedo perché i magistrati dovrebbero essere esclusi da questo tipo di dinamiche”.

Valutazione dei magistrati e ruolo del Csm

Zangrillo ha ricordato che esiste già un organismo incaricato di valutare l’operato dei magistrati, il Consiglio superiore della magistratura, ma ha anche sottolineato come, nel tempo, siano emerse alcune criticità nel sistema.

Il ministro ha citato un dato significativo: tra il 1992 e il 2024 oltre 80 mila persone sono finite in carcere pur risultando poi innocenti, perché assolte o perché il fatto non sussisteva.

I magistrati hanno nelle loro mani la vita delle persone – ha affermato – e, proprio per questo, se commettono errori devono essere valutati come accade per qualsiasi altro lavoratore. I fatti dimostrano che l’attuale sistema di valutazione dei giudici non è pienamente efficace, perché non restituisce una rappresentazione adeguata della realtà”.

Referendum sulla giustizia: “Il governo non si dimetterà”

Il ministro ha poi affrontato il tema del referendum sulla giustizia. Nel caso in cui prevalesse il “no”, il governo non avrebbe motivo di dimettersi, ha chiarito.

Questo è un governo stabile e riconosciuto – ha dichiarato – e credo che in questi anni abbia lavorato bene. Saranno comunque i cittadini a esprimere il loro giudizio”.

Zangrillo ha ribadito di essere personalmente favorevole al “sì”, indipendentemente dalla posizione del suo partito. “Sono convinto della necessità di introdurre la separazione delle carriere, che rappresenta solo una parte della più ampia riforma della giustizia”.

Il ministro ha inoltre criticato alcune posizioni contrarie al referendum: “Le ragioni del no spesso vengono riportate sul piano politico, trasformando questa consultazione in un giudizio sull’operato del governo”.

Rinnovi contrattuali e dialogo con la Cgil

Nel corso del forum si è parlato anche dei rinnovi contrattuali nel settore pubblico. Gli ultimi accordi, relativi al triennio 2022-2024, sono stati firmati senza la partecipazione della Cgil.

Secondo Zangrillo, l’assenza del sindacato non sarebbe stata una scelta del governo, ma della stessa Cgil. Guardando al prossimo rinnovo contrattuale 2025-2027, tuttavia, il ministro si è mostrato moderatamente fiducioso.

“Non voglio sembrare troppo ottimista – ha spiegato – ma nei primi incontri ho notato un atteggiamento più aperto al dialogo da parte della Cgil. Per questo sono fiducioso che si possa recuperare la sua adesione al tavolo negoziale”.

Zangrillo ha concluso sottolineando che l’unità sindacale rappresenta un valore importante nei processi di contrattazione.

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