Pubblicato il 15 Giugno 2026
Trump: “Memorandum completato, ora si apre una nuova fase”
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato il raggiungimento di un memorandum d’intesa con la Repubblica islamica dell’Iran, definendo l’accordo come un passaggio storico nei rapporti tra i due Paesi. La firma è avvenuta in formato digitale e dovrà essere formalizzata durante un incontro bilaterale previsto in Svizzera il prossimo 19 giugno.
Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, il documento rappresenta soltanto il primo passo di un percorso più ampio che dovrebbe portare alla definizione di un accordo di pace definitivo attraverso una nuova fase di negoziati.
La riapertura dello Stretto di Hormuz
Attraverso un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth Social, Trump ha annunciato l’apertura dello Stretto di Hormuz senza l’applicazione di pedaggi e la revoca immediata del blocco navale statunitense.
Il presidente americano ha presentato l’intesa come un beneficio per l’intera economia mondiale, sottolineando che il ritorno alla piena operatività della strategica via marittima consentirà nuovamente il regolare transito delle forniture energetiche.
Successivamente, lo stesso Trump ha precisato che la riapertura effettiva richiederà un’importante attività di bonifica delle mine presenti nell’area. Le operazioni di sminamento potrebbero protrarsi per diverse settimane, ritardando il completo ritorno alla normalità del traffico navale.
L’intesa dovrà essere ratificata il 19 giugno
La firma ufficiale del memorandum è prevista il 19 giugno e segnerà l’avvio di un periodo di trattative della durata di 60 giorni. Durante questo periodo le parti saranno chiamate a negoziare i dettagli dell’accordo definitivo.
Il documento non costituisce quindi una pace permanente, ma una cornice diplomatica che prolunga la tregua e stabilisce i temi centrali da affrontare nei colloqui successivi.
La posizione dell’Iran
Da Teheran sono arrivate dichiarazioni dai toni trionfalistici da parte delle autorità militari, che hanno sostenuto di aver costretto Stati Uniti e Israele ad accettare le proprie condizioni.
Parallelamente, il viceministro degli Esteri iraniano ha diffuso una nota ufficiale nella quale viene confermata la conclusione del memorandum relativo alla cessazione delle ostilità tra Iran e Stati Uniti.
Nel documento si afferma che la cessazione delle operazioni militari entrerà in vigore in modo immediato e permanente su tutti i fronti, compresi quelli collegati al Libano. Viene inoltre ribadita la revoca del blocco navale e la prosecuzione dei negoziati soltanto dopo l’attuazione degli impegni previsti dall’intesa.
I punti principali del memorandum
Tra gli elementi più rilevanti contenuti nel testo figurano importanti misure economiche a favore dell’Iran.
In particolare, sarebbe previsto lo sblocco immediato di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati all’estero, mentre ulteriori 12 miliardi potrebbero essere liberati durante i 60 giorni di negoziato, in base al rispetto degli accordi da parte di Teheran.
L’obiettivo è favorire un clima di fiducia reciproca e incentivare il rispetto delle clausole concordate.
Il nodo del programma nucleare
Uno dei dossier più delicati riguarda il programma nucleare iraniano. Washington continua a considerare inaccettabile la possibilità che Teheran possa sviluppare armamenti nucleari.
Gli Stati Uniti chiedono la sospensione del programma militare nucleare per almeno vent’anni, mentre l’Iran sarebbe disposto ad accettare limitazioni molto più brevi. Tra le ipotesi sul tavolo emerge la possibilità di un compromesso intermedio della durata di circa dieci anni.
Al centro del confronto vi è anche il destino delle scorte di uranio arricchito al 60%, considerate da Washington un elemento particolarmente sensibile per la sicurezza internazionale.
Asset congelati e sanzioni economiche
Un altro capitolo fondamentale riguarda le risorse finanziarie iraniane bloccate all’estero. Secondo le indiscrezioni, il valore complessivo degli asset interessati ammonterebbe a circa 24 miliardi di dollari.
La liberazione progressiva di tali fondi sarebbe collegata al rispetto degli impegni assunti da Teheran. In caso di attuazione delle condizioni previste, gli Stati Uniti potrebbero autorizzare gradualmente il trasferimento delle somme detenute da Paesi terzi.
Resta aperta la questione del Libano
Tra i temi ancora da definire figura anche il ruolo dei gruppi alleati dell’Iran nella regione, in particolare Hezbollah in Libano.
Teheran punta a inserire nell’accordo una garanzia di cessate il fuoco che coinvolga anche il territorio libanese. Tuttavia, la questione potrebbe incontrare resistenze da parte di Israele, soprattutto per quanto riguarda la situazione nelle aree meridionali del Paese.
Proprio questo dossier, insieme a quello nucleare, viene considerato dagli osservatori uno dei principali ostacoli sulla strada verso un accordo definitivo tra Washington e Teheran.

