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Catania
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Sembra incredibile. Ma accade davvero e nella totale indifferenza delle istituzioni. Vi documentiamo quel che è stato compiuto in un tratto di viale Regina Margherita, a pochi passi dall’incrocio con la via Etnea, pienissimo centro di Catania, dove si cementificano aiuole, alberi…

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Ci troviamo – dettaglio non da poco – in quel tratto di strada che sistematicamente viene sommerso, travolto, martoriato dal fiume di acqua che vi si incanala quando la città viene colpita da abbondanti piogge, così come è avvenuto di recente.

Dove si dovrebbe fare di tutto per mettere in sicurezza la zona, liberando le caditoie e progettando maggiori e ben curati spazi a verde, qualcuno si è arrogato il diritto di imporre una lapide su alcune aiuole, infischiandosene anche di quelle con all’interno alberi e arbusti in crescita.

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Perché sulle responsabilità è mistero. Abbiamo chiesto ai commercianti che si affacciano sullo scempio e si rammaricano di “Non avere visto chi sia stato e per quale motivo”, ci dicono in coro. Non sembrerebbe opera autorizzata dal Comune. C’è chi sospetta che sia stata iniziativa di qualcuno che lavora alla ristrutturazione di un immobile, visto che il tratto di marciapiede con l’orrida cementificazione è in corrispondenza, così come ci confida il titolare di un negozio ancora turbato da quel che è accaduto durante l’ultimo nubifragio che si è abbattuto sulla città “Noi che stiamo qui quotidianamente non ne possiamo più dell’incuria che siamo costretti a subire nonostante il pregio della zona. Le locazioni sono alle stelle, ma i servizi che dovrebbe garantire il Comune sono nulli. Basti pensare a quel che avviene qui quando piove in maniera più intensa, assurdo, inaccettabile. Così come è inaccettabile il degrado in cui versano i marciapiedi, le strade. Adesso anche il cemento nelle aiuole. Pensate che quando io e una cliente che abita qui ce ne siamo accorti, con la punta dell’ombrello abbiamo scavato per quanto possibile attorno alla base dei fusti per cercare di permettere alle radici delle piante di continuare a respirare. Ma è possibile che ci debba pensare un comune cittadino? Possibile che non si intervenga mai per fare rispettare la città, l’ambiente? Non abbiamo la certezza che sia stato qualcuno che lavora nel cantiere per la ristrutturazione, ma esigeremo che quel cemento venga eliminato”.

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