Pubblicato il 19 Maggio 2021
Insieme ad altre due persone uccise due amici e gettò i loro corpi in un pozzo. L’episodio avvenne a Campi Salentina e risale al 10 marzo del 2013 e, dopo l’arresto dei primi due individui ritenuti colpevoli dell’omicidio, nelle ultime ore si è chiuso il cerchio con le manette che sono scattate anche per il terzo complice. In questi giorni stiamo ampiamente parlando dell’omicidio di Copertino che ha visto l’assassinio di un ex maresciallo dei carabinieri e di cui si cerca ancora di arrivare ad un volto e movente del killer. Si batte la pista dell’omicidio passionale, così come in questo caso, che risale a più di 8 anni fa, fu individuato come movente, anche se poi ritenuto debole dagli inquirenti, quello della gelosia e delle avance verso la ragazza di uno dei killer. Ad ogni caso, nella giornata di ieri, si è chiuso il cerchio attorno al duplice omicidio, con l’arresto di Franz Occhineri, 42enne di Campi, ritenuto responsabile, insieme ad altre due persone, dell’omicidio e dell’aver gettato i corpi in un pozzo.
Corpi in un pozzo dopo l’omicidio, i fatti

L’omicidio, come detto, risale al 10 marzo 2013 e ha come teatro una campagna di Campi Salentina. Le due vittime furono Massimiliano Marino, 34enne di San Donaci, e Luca Greco, 38enne di Squinzano. I corpi in un pozzo delle due vittime, dopo ben due mesi dalla denuncia di scomparsa e conseguenti ricerche, furono ritrovati in una cisterna nelle campagne di Campi Salentina. Dall’esame autoptico emerse una vera e propria tortura attuata nei loro confronti. Tortura operata da Mino Perrino, 30enne e Francesco Cippone, 38enne, entrambi di Campi Salentina. Dopo anni in cui le indagini sono andati avanti, quindi, si è arrivati all’arresto anche del terzo complice, da parte dei carabinieri in ottemperanza all’ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Taranto. Franz Occhineri, ritenuto responsabile insieme agli altri due dell’omicidio e dell’aver gettato i due corpi in un pozzo, dovrà scontare la pena di 17 anni e 9 mesi di reclusione. È accusato di omicidio, porto e detenzione di armi, danneggiamento a seguito di incendio e soppressione di cadavere in concorso.

