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Falsi di Reggiani venduti per autentici, 60 i dipinti sequestrati. Scattano 23 denunce

Pubblicato il 15 Gennaio, 2022

Sono stati in tutto 23 le persone denunciate, di cui due leccesi, per avere venduto alcuni dipinti falsi di Reggiani, spacciandole come opere autentiche. Una vasta operazione condotta dai carabinieri del Nucleo Tutela del patrimonio culturale di Bari, a conclusione di una lunga attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce. L’indagine ha accertato l’esistenza di un gruppo criminale, composto da mercanti d’arte, collezionisti e speculatori occasionali, avente ramificazioni in tutta Italia, che aveva creato una rete commerciale di ricettazione e commercializzazione di opere d’arte false e/o contraffatte, attribuite al famoso pittore. Mauro Reggiani è stato un artista (Nonantola 1897 – Milano 1980), tra i massimi esponenti dell’astrattismo in Italia. Le investigazioni, iniziate nel 2019, grazie alla segnalazione dell’Associazione per la tutela delle opere di Mauro Reggiani che ha denunciato un’insolita e continua richiesta di verifica di autentiche di dipinti, hanno permesso di accertare che opere falsamente attribuite all’artista sono state immesse sul mercato nazionale grazie alla complicità di gallerie, collezionisti privati e mercanti d’arte, prevalentemente attraverso l’utilizzo di piattaforme “e-commerce”, eludendo così le norme vigenti sull’esercizio del commercio. Il ruolo fondamentale della compagine criminale per la vendita dei falsi di Reggiani, è stato svolto da un mercante abruzzese che, attraverso una serie di intermediari su tutto il territorio nazionale, aveva messo in circolazione un numero indefinito di beni d’arte falsi.

Falsi di Reggiani spacciati per autentici, ecco dove sono state sequestrate le opere

Le opere, risultate falsi di Reggiani, nonché copie di dipinti autentici, erano riproduzioni estrapolate dal catalogo generale delle opere dell’artista, pubblicato in bianco e nero negli anni ’90 geometricamente identiche a quelle catalogate, ma con colorazioni diverse da quelle originali. Determinante ausilio alle indagini è stato fornito dall’Associazione Reggiani, costituitasi nel 2019, che eseguiva expertise su tutte le opere sequestrate, accertandone la non autenticità. I falsi di Reggiani sequestrati, proposti in commercio a prezzi compresi tra 15.000 e 70.000 euro, avrebbero fruttato oltre un milione di euro. Moltissime le vittime del raggiro che si sono ritrovate in casa dipinti falsi di Reggiani, ma pagati migliaia di euro. Le opere sono state sequestrate nelle province di Lecce, Napoli, Perugia, Teramo, Cagliari, Milano, Firenze, Roma, Alessandria, Como, Modena, Cesena, Ferrara, Brescia, Savona, Padova e La Spezia, con la collaborazione dell’Arma territoriale e dei Nuclei TPC territorialmente competenti. Sono state denunciate all’Autorità giudiziaria complessivamente 23 persone, tra cui due leccesi, coinvolte a vario titolo nella ricettazione e per aver posto in circolazione opere d’arte contraffate.

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