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Il papà di Carol Maltesi scrive al killer: “Ti aspetto quando esci, anche tra 30 anni”

Fabio Maltesi, papà della povera Carol, scrive una lettera a Davide Fontana, reo confesso: “Sei un diavolo, un maledetto assassino, hai distrutto la vita del mio angelo. Non credo al pentimento e non perdono”

Pubblicato il 8 Aprile, 2022

Fabio Maltesi, papà della povera Carol, (nella foto assieme a sua figlia) scrive una lettera a Davide Fontana, reo confesso: “Sei un diavolo, un maledetto assassino, hai distrutto la vita del mio angelo. Non credo al pentimento e non perdono”

Sulla sua pagina Facebook ricorda spesso la figlia 26enne Carol, uccisa in maniera orribile (a martellate) dal reo confesso Davide Fontana a Rescaldina, in provincia di Milano.

Davide Fontana, reo confesso dell’omicidio di Carol Maltesi

Il cadavere della ragazza fu tenuto nascosto per oltre due mesi in un congelatore e poi gettato in alcuni sacchi della spazzatura il 20 marzo in un dirupo a Borno, nel Bresciano. Ed è proprio al suo assassino che il padre di Carol Maltesi ha scritto un lungo post su Facebook nel quale medita e promette vendetta per la morte della sua “bambina”.

“Perché non ci hai provato con me pezzo di …?” – si legge nel post – “Ti aspetto quando esci dal carcere, anche dopo 30 anni”, ha scritto Fabio Maltesi a Davide Fontana, vicino di casa della figlia e reo confesso dell’omicidio. Per il papà di Carol è impossibile parlare di perdono. “Nessuna pietà per questo mostro… Diavolo, diavolo maledetto, assassino psicopatico, macellaio schifoso, come ti sei permesso di togliere la vita e torturare il bel viso e il corpo della mia bimba, anche dopo la sua morte”. Con queste parole, il papà di Carol, piene di rabbia e dolore, ha definito Davide Fontana.

Davide Fontana, 43 anni, bancario, ha confessato il delitto e ha dichiarato di essere pentito per l’omicidio. Ma il papà di Carol non gli crede per niente e lancia il suo avvertimento: “Sappi che se un giorno tu dovessi uscire dal carcere, troverai me lì fuori ad aspettarti. Meglio che marcisci in cella”.

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