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Medici radiati durante il Covid, via libera all’emendamento per il reintegro: è scontro politico

Pubblicato il 15 Luglio 2026

Approvata la norma che consente la reiscrizione all’Albo

Si accende il dibattito dopo il via libera all’emendamento presentato da Fratelli d’Italia, che apre la strada al reintegro nell’Albo dei professionisti sanitari radiati durante la pandemia di Covid-19 per il mancato rispetto dell’obbligo vaccinale o per aver promosso trattamenti ritenuti privi di basi scientifiche.

La proposta introduce un nuovo articolo 7-bis all’interno del disegno di legge sulla responsabilità professionale sanitaria e permette agli interessati di richiedere nuovamente l’iscrizione all’Albo professionale.

Come funzionerà il reintegro

L’emendamento, firmato dalla deputata di Fratelli d’Italia Alice Buonguerrieri, stabilisce che i professionisti coinvolti potranno presentare domanda di reiscrizione alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (Cceps).

La richiesta dovrà essere inoltrata entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.

Il testo prevede inoltre che non venga riconosciuto alcun risarcimento economico per il periodo in cui il professionista è rimasto radiato dall’Albo.

Le opposizioni: “Una scelta gravissima”

L’approvazione dell’emendamento ha provocato una dura reazione da parte delle forze di opposizione.

Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, Azione e +Europa hanno diffuso una nota congiunta nella quale contestano duramente il provvedimento.

Secondo i partiti di minoranza, la norma rappresenterebbe un precedente pericoloso, perché consentirebbe di riammettere all’esercizio della professione operatori sanitari radiati durante il periodo dell’obbligo vaccinale introdotto nel 2021.

Le opposizioni definiscono la misura “una vergogna senza precedenti”, sostenendo che rischi di cancellare il significato di una delle fasi più drammatiche della pandemia e di sminuire il sacrificio di medici e operatori sanitari che hanno lavorato in prima linea durante l’emergenza.

Nel comunicato si sottolinea inoltre che il provvedimento verrebbe interpretato come una riabilitazione di chi, secondo i firmatari della nota, non rispettò gli obblighi previsti durante la crisi sanitaria, annunciando una ferma opposizione nel prosieguo dell’iter parlamentare.

La Fnomceo critica il provvedimento

Molto severa anche la posizione della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo).

Il presidente Filippo Anelli ha espresso forte contrarietà alla norma, definendola “una vergogna” e sostenendo che il provvedimento rischia di compromettere l’autorevolezza degli Ordini professionali e di rappresentare un’offesa nei confronti dei tanti operatori sanitari che hanno perso la vita durante la pandemia.

“Si indebolisce il ruolo degli Ordini”

In una successiva dichiarazione, Anelli ha ribadito la posizione della Federazione, affermando che l’eventuale reiscrizione dei professionisti radiati per aver diffuso terapie antiscientifiche durante il Covid costituirebbe una delegittimazione del ruolo disciplinare degli Ordini, chiamati a garantire la tutela della salute pubblica.

Secondo il presidente della Fnomceo, l’autonomia degli Ordini professionali rappresenta una garanzia per i cittadini e il suo indebolimento potrebbe incidere sul rapporto di fiducia tra professionisti sanitari, istituzioni e collettività.

Il testo prosegue ora l’iter parlamentare

L’emendamento ha ottenuto il primo via libera, ma il provvedimento dovrà completare il proprio percorso parlamentare prima di diventare definitivo.

Nel frattempo, il confronto politico resta acceso, con maggioranza e opposizioni su posizioni fortemente contrapposte su una misura destinata a far discutere anche nelle prossime settimane.

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