« Torna indietro

Minacce a sindaco e consigliere per la casa popolare, torna in libertà 47enne

Pubblicato il 16 Maggio, 2022

La vicenda è avvenuta lo scorso 12 maggio e racconta di minacce, anche di morte, al sindaco e ad un consigliere comunale per ricevere una casa popolare di cui non ne avrebbe avuto diritto. L’episodio si è articolato tra la sede del Comune di Gallipoli e, nei giorni precedenti, alcune telefonate che un uomo di 47 anni avrebbe indirizzato al primo cittadino gallipolino, nonché presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva ed al consigliere di maggioranza, Giancarlo Padovano. L’autore del gesto si chiama Stefano della Rocca e, nella notte tra giovedì e venerdì, era stato arrestato dalla Polizia di Gallipoli con l’accusa di violenza o minacce a Corpo Politico, Amministrativo o Giudiziario e tentata estorsione. Oltre alle telefonate, il 47enne si è reso protagonista di un’irruzione nella sede comunale della “Città Bella”, proprio nel pomeriggio di giovedì 12 maggio, in cui avrebbe minacciato di persona Minerva e Padovano, nonostante l’intervento degli agenti.

Minacce a sindaco e consigliere, la versione della difesa

giudice del lavoro

L’uomo, come detto, era stato arrestato, ma ora quel provvedimento è stato sostituito dalla misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dai due amministratori comunali. Distanza dai due che dovrà essere di non meno di 200 metri. Sull’uomo ricorrono gravi indizi di colpevolezza che si desumono dalle testimonianze dei poliziotti del commissariato di Gallipoli presenti all’incontro in Comune del primo pomeriggio di giovedì scorso, nonché dalla ricostruzione degli stessi amministratori sulle minacce. La difesa, invece, sostiene che il 47enne si è reso protagonista soltanto di offese avvenute sotto effetto di alcool e non di vere e proprie minacce. L’uomo, inoltre, sostiene di aver chiesto un lavoro e non una casa e che avrebbe perso la testa dopo la risposta del sindaco Minerva alle sue richieste: “Vai a chiedere il lavoro a chi hai votato”.