Pubblicato il 11 Maggio 2026
La telefonata e l’inganno ai danni di un’anziana
Nei giorni scorsi i carabinieri della Compagnia di Mistretta hanno tratto in arresto un 32enne di origine catanese, già conosciuto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di truffa aggravata ai danni di una persona anziana con il metodo del cosiddetto “sedicente carabiniere”.
L’uomo avrebbe messo in atto uno schema ormai noto: una telefonata fraudolenta a una 63enne di Mistretta, durante la quale si è presentato come appartenente all’Arma. Il falso militare le avrebbe comunicato che la figlia era rimasta coinvolta in un grave incidente stradale e che era necessario consegnare una somma urgente di denaro per coprire presunte spese legali e risarcimenti.
La consegna di denaro e gioielli
Poco dopo la chiamata, un individuo si è recato presso l’abitazione della donna. Con raggiri e artifici, è riuscito a convincerla a consegnare contanti e monili in oro, per un valore complessivo stimato in circa 10.000 euro.
La vittima, persuasa dalla situazione di emergenza prospettata al telefono, ha consegnato quanto richiesto senza sospetti iniziali.
L’intervento dei familiari e l’arresto
La vicenda è stata però notata dal marito della 63enne, che ha iniziato a nutrire dubbi sull’accaduto. Informato il figlio, quest’ultimo ha immediatamente contattato i carabinieri di Mistretta.
Le forze dell’ordine hanno attivato un dispositivo di ricerca con più pattuglie, riuscendo rapidamente a individuare e bloccare il presunto autore della truffa. L’uomo è stato fermato con in possesso di un sacchetto contenente circa 5.000 euro in contanti e diversi gioielli in oro, riconducibili alla vittima e successivamente recuperati.
Al termine delle formalità di rito, il 32enne è stato dichiarato in stato di arresto e trasferito presso la casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
L’episodio conferma l’importanza di prestare attenzione a richieste di denaro provenienti da telefonate sospette, soprattutto quando vengono fatte leva su presunte emergenze familiari.

