Pubblicato il 10 Dicembre 2025
Le critiche del Cremlino alla proposta di elezioni in Ucraina
La Russia interviene duramente sulla dichiarazione del presidente Volodymyr Zelensky, secondo cui l’Ucraina sarebbe pronta a tenere nuove elezioni qualora l’Occidente ne garantisse la sicurezza. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha liquidato l’annuncio come “una scena da teatro delle marionette”, criticando l’apparente contraddizione tra la richiesta di aiuto esterno e il concetto stesso di “indipendenza”.
Secondo Zakharova, Zelensky sostiene di voler difendere la “sovranità” del Paese, ma allo stesso tempo chiede ad altri Stati di assicurare le condizioni per un voto definito “democratico”. Una posizione che, ha affermato ai microfoni di Radio Sputnik, ricorda il “teatro di Karabas-Barabas”, il despota burattinaio della celebre fiaba di Alexei Tolstoy.
Nuovi attacchi russi nella regione di Odessa
Mentre si consuma il botta e risposta politico, la situazione sul terreno resta critica. Nel corso della notte, l’esercito russo ha colpito la regione di Odessa, danneggiando alcune infrastrutture. A darne notizia è stato Oleh Kiper, capo dell’Amministrazione militare regionale, tramite un comunicato su Telegram.
La difesa aerea ucraina è riuscita a intercettare la maggior parte dei droni e dei missili, ma un’infrastruttura è stata comunque colpita, provocando danni localizzati e un incendio in un magazzino vicino. Secondo Kiper non si registrano vittime e i servizi essenziali continuano a funzionare regolarmente.
Lavrov contro l’amministrazione Trump
Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha rilanciato nuove accuse verso Washington. Rivolgendosi al Consiglio della Federazione, ha affermato che il presidente Donald Trump non solo non ha intenzione di revocare le sanzioni contro la Russia, ma le sta inasprendo ulteriormente.
Lavrov ha ricordato che Trump ha accusato il suo predecessore, Joe Biden, di aver “minato la fiducia nel dollaro”, favorendo la ricerca di sistemi di pagamento alternativi da parte dei Paesi Brics.
Il ministro ha poi accusato gli Stati europei di voler confiscare i capitali russi congelati perché non avrebbero “altre risorse per finanziare la guerra” in Ucraina. Secondo Lavrov, questo tentativo di appropriazione rappresenta una violazione delle norme internazionali e commerciali, e dimostra la crescente difficoltà dell’Europa nel sostenere lo sforzo bellico di Kyiv.

