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A Naso (nella foto la Cripta di San Cono) elezioni rinviate causa Coronavirus

“Il futuro della città di Naso? Finalmente ora è possibile progettarlo”

Le elezioni amministrative in Sicilia hanno oggi una data – il 4 ottobre, con eventuale ballottaggio fissato per il 18 ottobre. Ed è quindi il momento giusto per fare un bilancio di quanto realizzato e quanto da realizzare nei diversi Comuni, 62 in tutto, che sull’Isola andranno alle urne.

Dopo il caso di Giardini Naxos, un altro Comune del Messinese: Naso, sui Nebrodi. A guidarlo c’è ancora – causa slittamento delle elezioni per Coronavirus – il sindaco Daniele Letizia.

Sindaco che ha ricevuto in questi giorni tante, ma proprio tante, telefonate. Dalla Germania, dalla Svizzera, dal resto d’Italia. Tutte con una promessa dentro. Quest’anno a Naso i “turisti” ci saranno. Nonostante le paure, la chiusura, le difficoltà causate dal Coronavirus. Di più. In molti vogliono restare a Naso per tutto il tempo delle loro ferie, anziché dividere le vacanze tra diverse località, come hanno fatto negli anni scorsi.

È un primo indizio, forse insufficiente, di certo positivo, del futuro prossimo venturo di questa cittadina sui Nebrodi con la quale “si creano legami particolarissimi”, come quelli appunto con i “suoi” turisti, spesso di famiglie originarie di qui, magari arrivati a Naso per la prima volta da adulti, sulle tracce della memoria familiare.

“Il futuro di Naso è nel turismo – dice Daniele Letizia – e oggi, superate le straordinarie emergenze che ci siamo trovati ad affrontare, questo futuro è finalmente progettabile. Chi uscirà vincente dalle urne delle prossime amministrative avrà la possibilità di fare programmazione. È qualcosa che Naso aspetta da tempo e che si merita appieno”.

Lui non ci sarà, però, a progettare il futuro di Naso. Dopo dieci anni, l’avvocato quarantaduenne ha voglia di uno stacco. Un anno sabbatico dalla politica? “No. Direi un mandato sabbatico”, dice Letizia sorridendo, per aggiungere: “è giusto e opportuno che arrivino una nuova visione, un rinnovato entusiasmo”.

Estate senza eventi, ecco perché

Con 4000 abitanti, che in estate possono arrivare a sfiorare i 7000, Naso si estende per 37 chilometri. “Anche per questo, è una meta privilegiata: qui le distanze ‘di sicurezza’ sono la regola, le abitazioni sono sparse, ognuno ha un amplissimo ‘spazio vitale’ di cui disporre”.  

Non ci saranno eventi, però, in questa estate. Non solo per il divieto di assembramenti, ma anche per meri motivi di cassa. Il che potrebbe sembrare una brutta cosa ma è, invece, motivo di legittimo orgoglio. La cassa comunale langue, infatti, perché ancor prima dei decreti nazionale e regionale che stanziavano sostegni alle famiglie, in Comune a Naso si è fatta una variazione di bilancio grazie alla quale sono state rastrellate tutte le risorse possibili – da diversi capitoli, eventi, mense e trasporti scolastici, il teatro che ha dovuto sospendere la stagione – e queste risorse sono state destinate interamente alle fasce più deboli della cittadinanza, che l’emergenza sanitaria rischiava di gettare in condizioni drammatiche. Tutto lo straordinario dei dipendenti è stato appostato sulla polizia municipale. Circa duecento giovani sono stati impegnati una tantum per dare una mano, tra spesa solidale e visite quotidiane, a chi viveva solo, agli anziani, ai malati.

“Questa è un’amministrazione di prossimità, possibile solo nei piccoli centri. Qui il sindaco conosce i problemi, i talenti, le aspirazioni di ciascuno”. Per questo durante il lockdown, è capitato che Letizia dovesse ricaricare il suo telefono anche tre volte al giorno. A scaricarlo erano le chiamate dei cittadini.  Forse, allora, “è stato meglio, qui come altrove (sono 61 i Comuni siciliani in cui si sarebbe dovuto votare a maggio, ndr) che ad affrontare il periodo Coronavirus ci siano stati sindaci con un bel po’ di esperienza sulle spalle, che conoscono le macchine amministrative così come le persone”.

Da Casa Collica alla Naso – Ponte Naso

E a proposito di macchine amministrative, la città oggi ha la progettazione esecutiva del collegamento “Naso – Ponte Naso” e sta per partire il cantiere che rimetterà in sesto una strada crollata nel 2013, lasciando isolata la contrada Maina. È importante perché i collegamenti sono stati da sempre uno dei “nodi scorsoi” della città. Non appena è stato possibile, d’altronde, sono stati ripresi i lavori al Cimitero, per la realizzazione di quattro nuove sezioni. Si è finalmente sbloccato, con il parere positivo dell’Ispettorato tecnico, il cantiere per la riqualificazione del campo di calcio, atteso ardentemente dalla squadra della città, la Nasitana, che gioca nel campionato di prima categoria. Ci sono i finanziamenti per la riqualificazione e il consolidamento della Chiesa del SS Salvatore che, con il suo prospetto con due campanili, è esempio fascinosissimo di Barocco. Sta per partire il consolidamento di Casa Collica, un palazzo gentilizio nel quale probabilmente tra ottobre e novembre sarà possibile trasferire gli Uffici comunali.

Un atto “d’amore e di incoscienza”

Non è tutto. Con un ultimo atto – “d’amore e di incoscienza”, deciso dopo che “una infinità di richieste e di progetti presentati, al Cipe, alla Regione, non hanno avuto esito” – il primo cittadino di Naso ha firmato circa un mese fa un’ordinanza per intervenire con soldi comunali su quella che è “l’ultima grande emergenza rimasta”, il sistema idrico. Sistema che prende acqua a valle per portarla a 450 metri sul livello del mare, là dove c’è Naso, e che oggi, tra lo stress dovuto al sistema di pompaggio e la lunghezza delle condotte, è praticamente “un colabrodo”. Assieme a tratti secondari e ai sottosistemi, saranno sostituiti 600 metri della condotta prevalente, in cui verranno messi in opera tubi di nuova generazione capaci di sopportare lo sforzo. 

E da qui in poi, finalmente, si potrà pensare allo sviluppo della città. “Il mio augurio è che chi arriverà dopo di me punti sulla valorizzazione di Naso in termini di turismo, di immagine, di cultura. Naso ha molto da offrire in questi settori. Io non ho potuto puntare sulla valorizzazione perché sono stato chiamato ad affrontare una serie continua di emergenze”.

Il triste primato di Naso: la demolizione del Municipio

Naso ha infatti un triste primato. La città sta “sopra” una frana che, seppur lentamente, da anni prosegue il suo lavoro. Le cronache ci consegnano una immagine su tutte: la demolizione del Municipio, oggi trasferito nei locali della scuola, e la contemporanea evacuazione di una quarantina di famiglie. L’incolumità non poteva essere garantita senza questa decisione “emergenziale, sofferta, difficile e anche complicatissima da gestire”, dice Letizia.

Succedeva nel 2016, ma il rischio prosegue tuttora. È tutto il centro storico che “slitta” pian piano a valle.  Con 12 milioni di finanziamento già acquisito e la progettazione esecutiva ideata su dati scientifici che oggi danno fondate speranze, però, si può intervenire e mettere in salvo la città. “I lavori andranno in gara a luglio e dovrebbero cominciare a dicembre per proseguire per un paio di anni”.

Proprio per la fragilità del centro storico è stata stoppato Naskers, il Naso Festival Buskers che tra il 2011 e il 2012 ha coinvolto un’infinità di appassionati in un’esperienza inclusiva, tra spettacoli e teatro di strada. “L’allarme frana ci ha imposto di bloccarla, ma il successo di quella manifestazione ci ha indicato che quella era la strada giusta: iniziative capaci di far conoscere ad un pubblico nuovo le bellezze di Naso, natura e panorami, dalla collina al mare, i beni culturali, dai finissimi marmi ai palazzi nobiliari, storia e tradizioni… si tratta di far tesoro del passato per progettare il futuro”.

“Naso, terra grande, ricca ed antica”

I motivi ci sono tutti. Per dirne una, a Naso il Dipartimento di restauro e conservazione dei Beni architettonici dell’Università di Firenze ha dedicato campagne di studi, mostre e saggi in un progetto di ricerca iniziato nel 2005 e completato, nel 2012, con la pubblicazione di “Naso, terra grande, ricca ed antica”, a cura di Fauzia Farneti.

Ma non è l’unico libro importante dedicato a Naso. Anzi, esiste una antica Enciclopedia nasitana, riedita negli Anni Settanta, “Naso illustrata” di Carlo Incudine (1882) e molti altri saggi e studi.

Non per caso. Naso è un unicum. Come scrive Gaetano Battaglia nella sua Guida descrittiva della Sicilia, “la città di Naso fu la prima in Sicilia ad abbattere il dominio feudale”. Era il 1772 e Carmelo Controsceri, da membro del Corpo dei Giurati, si oppose all’ultimo feudatario di Naso, il conte Sandoval. Ma ancor prima Naso si era distinta. A cavallo tra Seicento e Settecento vi operò Ignazio Perlongo, burocrate esemplare e magistrato, difensore della Sicilia contro la pretesa papale di considerare l’isola un feudo della Chiesa, principale interlocutore siciliano del governo austriaco e Reggente per la Sicilia nel Supremo Consiglio di Spagna. Nell’Ottocento ecco Giovanni Raffaele, membro del Comitato liberale napoletano, Ministro dei Lavori pubblici di Garibaldi in Sicilia e poi deputato e senatore. Per non parlare di Francesco Lo Sardo, avvocato, sindacalista, antifascista, primo deputato siciliano comunista a sedere tra i banchi del Parlamento, morto in carcere dove il regime fascista lo aveva ridotto come sovversivo. Per concludere nel Novecento con i Fratelli Di Lena, ai quali pure sono stati dedicati saggi e celebrazioni: Carmelo, il sindaco illuminato incarnazione della tradizione democratica, Cono, il mazziniano, combattente pluridecorato sul Carso e cofondatore de “La Voce Repubblicana”, Ignazio, il militante antifascista e dirigente di comprovato valore del Pci siciliano e romano.  

D’altronde “Libera Devotos et Patriam a peste, fame et bello et a tirannica dominatione” recita il motto di San Cono, neanche a dirlo, il santo protettore di Naso.

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