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Paola Taverna: “Il M5S ha fatto fare un passo indietro a Draghi sulle armi”

Pubblicato il 2 Aprile, 2022

“Abbiamo restituito 2,7 milioni di euro destinandoli ad associazioni e onlus, siamo gli unici a farlo”, esordisce così, Paola Taverna, nell’intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano.

La vicepresidente del M5S analizza quel che sta caratterizzando il rapporto del suo partito con il Pd e il governo, sul quale si è espresso di recente anche il leader Giuseppe Conte con un video diffuso sui social che ancora fa discutere.

Taverna

“Ho sempre ritenuto quello con il Pd un rapporto alla pari – afferma – Se qualcuno pensa il contrario si pone in malafede rispetto a questa alleanza. Siamo la prima forza politica in Parlamento e se alcuni dem pensano di poterci relegare in un angolo o di manovrarci. sbagliano di grosso. Abbiamo idee e valori non negoziabili: confrontarci è giusto, ma la base è sempre il rispetto reciproco. Forse singoli esponenti vogliono solo minare il rapporto fra Conte e Letta, No non credo che tanti del Pd non voglia l’alleanza con noi. A creare ostacoli sono nostalgici che forse hanno fatto male a rimanere nel Pd, Mi riferisco agli ex renziani”.

“E’ una ricostruzione in malafede – dice riferendosi ai dem che giudicano la presa di posizione contro le spese militari una manovra elettorale, visto che dal Governo Conte erano già state considerevolmente aumentate – Il M5S ha chiesto di non aumentare in modo massiccio la spesa militare. Grazie a noi si è evitato che il Governo mettesse in bilancio 10/15 miliardi in soli due anni. I trend di crescita durante i Governi Conte erano sostenibili e fisiologici, senza dimenticare che vennero anche stanziati 130 miliardi per i ristori per la pandemia. La verità è che Draghi ha fatto un passo indietro perché ha capito che le nostre motivazioni erano sacrosante. Mi fa piacere che anche Romano Prodi ci abbia dato pubblicamente ragione in suo intervento nel programma tv Piazza Pulita”.

“Ora vogliamo discutere del Def e la garanzia che si parli innanzitutto di ciò che serve al Paese. Prima delle spese militari bisogna occuparsi di bollette, lavoro, sanità – continua – La ragione per cui siamo al Governo è nota, dovevamo mettere in campo tutte le azioni possibili contro la crisi e la pandemia. Ma su certi temi non possiamo certo non parlare. Ciò però non significa che vogliamo la tenuta dell’esecutivo. Conte ha dato tutte le rassicurazioni al presidente della Repubblica. Ma ci sono priorità su cui lavorare ed è doveroso ribadirlo. Una è il salario minimo. Per noi è una delle battaglie più importanti. Milioni di persone percepiscono stipendi al limite o sotto la soglia di povertà. Siamo certi che il Pd si convincerà ad affrontare questo tema centrale, così come quello della sicurezza sul lavoro”.

“Non confondiamo gli ultimi avvenimenti con percorso fatto finora – conclude riferendosi alle trattative con i dem per le Amministrative – I rapporti col Pd per le Amministrative sono forti e stabili, il confronto è quotidiano. Correremo assieme ovunque sarà possibile”.