Pubblicato il 7 Luglio 2026
Un intervento di solidarietà in mare ha visto protagonista l’equipaggio del peschereccio “Mathias” di Santa Maria La Scala, frazione marinara di Acireale, in provincia di Catania. Nei giorni scorsi, durante una battuta di pesca nelle acque al largo di Malta, i pescatori hanno prestato soccorso a un’imbarcazione in difficoltà con a bordo 16 migranti, tutti minorenni.
L’equipaggio è rimasto accanto ai ragazzi fino all’arrivo della Guardia costiera, che ha poi coordinato e completato le operazioni di salvataggio.
La notizia è stata diffusa dalla Diocesi di Acireale, che ha sottolineato come l’intervento rappresenti un esempio del forte senso di responsabilità e solidarietà che da sempre contraddistingue le comunità marinare.
L’intervento in mare e l’arrivo dei soccorsi
Il peschereccio “Mathias”, impegnato in mare dallo scorso aprile e previsto di rientrare in Sicilia alla fine di agosto, ha interrotto la propria attività di pesca dopo aver individuato l’imbarcazione in difficoltà.
Gli uomini dell’equipaggio hanno fornito ai migranti beni di prima necessità come acqua, pane e latte, prestando assistenza anche a un bambino di appena un anno presente sul mezzo.
L’intervento è proseguito fino all’arrivo delle autorità marittime, che hanno preso in carico la situazione e concluso il salvataggio.
Il messaggio del vescovo Raspanti
Il vescovo di Acireale, Antonino Raspanti, ha definito la visita del Papa a Lampedusa un importante richiamo sul piano umano e sociale, ribadendo il ruolo della Chiesa nell’assistenza alle persone più fragili.
Secondo Raspanti, accogliere chi fugge da guerre, violenze e povertà significa tutelare la dignità della persona nel rispetto della legalità.
Il vescovo ha poi indicato il comportamento dell’equipaggio del “Mathias” come un esempio concreto di solidarietà: “un gesto capace di trasformare la carità cristiana in un’azione reale di salvezza”.
L’orgoglio delle famiglie dei pescatori
A raccontare l’aspetto umano della vicenda sono state anche le mogli di alcuni membri dell’equipaggio, Alessia Re e Daiva Patanè.
“Siamo orgogliose dei nostri mariti, hanno interrotto la battuta di pesca per aiutare quella piccola imbarcazione trovata al largo di Malta”, hanno raccontato, sottolineando il coraggio dimostrato dai pescatori.
Le donne hanno ricordato come gli uomini abbiano distribuito ai migranti acqua e cibo, offrendo aiuto anche a un bambino molto piccolo.
“Un gesto umano prima ancora che marittimo”
Anche Grazia Patanè, figlia di alcuni pescatori, ha evidenziato il valore dell’intervento: “È stato prima di tutto un gesto umano, oltre che marittimo. La gente di mare tende ad aiutarsi ogni volta che è possibile”.
Secondo Patanè, chi affronta queste traversate spesso parte da situazioni estremamente difficili, cercando sicurezza, condizioni di vita migliori e diritti fondamentali.
Il plauso della comunità di Santa Maria La Scala
Il parroco del borgo marinaro, don Mario Camera, ha espresso apprezzamento per il comportamento dei pescatori, sottolineando la grande apertura e disponibilità dimostrata nel soccorrere persone in pericolo durante una traversata in mare.
Un episodio che, secondo la comunità locale, rappresenta lo spirito di solidarietà tipico di chi vive quotidianamente il mare e conosce il valore dell’aiuto reciproco.

