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Putin

Putin: “Comincia una nuova era nella storia del mondo”

Pubblicato il 20 Luglio 2022

“Una nuova era comincia nella storia del mondo, un’era in cui soltanto gli Stati veramente sovrani potranno mostrare alti tassi di crescita. I meccanismi del potere devono essere resi più aperti e la Russia deve andare avanti, perché è inaccettabile riposarsi solo sugli allori e godere dei successi degli antenati”.

Così Vladimir Putin.

Il presidente russo attacca l’Occidente, secondo il quale ha assunto una posizione di leader in gran parte “saccheggiando le altre nazioni e non può proporre il suo come modello di sviluppo”.

Il mondo unipolare, ha aggiunto il presidente, frena lo sviluppo e “la teoria del miliardo d’oro” (cioè l’insieme delle popolazioni dei Paesi sviluppati) è “razzista e neocoloniale”. 

E per quanto riguarda l’invasione dell’Ucraina, la Russia punta oltre il Donbass. 

“Gli obiettivi geografici” sono cambiati. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, precisando in un’intervista rilasciata ai media russi che le forze di Mosca intendono “liberare” Kherson, Zaporizhzhia e un certo numero di altre regioni.

“Quando c’è stata una riunione dei negoziatori a Istanbul, c’era una geografia e la nostra disponibilità ad accettare la proposta ucraina si basava sulla geografia della fine di marzo. Oggi, la geografia è diversa. Non è solo la Dpr e la Lpr (le autoproclamate Repubbliche di Donetsk e Luhansk che compongono il Donbass, ndr) , è anche la regione di Kherson, la regione di Zaporizhzhia e una serie di altri territori”, ha affermato Lavrov. 

Il capo della diplomazia russa ha, inoltre, minacciato che se l’Occidente fornirà a Kiev armi a lungo raggio, “gli obiettivi dell’operazione speciale in Ucraina si sposteranno ulteriormente”, ribadendo che la “denazificazione” e “smilitarizzazione” dell’Ucraina rimangono rilevanti per l’esercito russo.

“Questo perché – ha concluso – non possiamo permettere che in quella parte dell’Ucraina che sarà controllata da Zelensky o chi lo sostituirà, ci siano armi che rappresentano una minaccia diretta al nostro territorio e il territorio di quelle repubbliche (del Donbass, ndr) che hanno dichiarato la loro indipendenza”.