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Rosario D'Onofrio

Rosario D’Onofrio, arrestato il procuratore capo degli arbitri: “Sapeva come fare circolare la droga”

Pubblicato il 12 Novembre 2022

Il procuratore capo dell’Aia (Associazione italiana arbitri) Rosario D’Onofrio è stato arrestato nell’ambito di un’operazione della Direzione distrettuale antimafia di Milano e della Guardia di finanza riguardante un traffico internazionale di droga. 

D’Onofrio si è dimesso dal suo incarico.

Sono 42 nel complesso le persone sottoposte a misure cautelari. Secondo gli inquirenti, sarebbero state movimentate oltre sei tonnellate (6.000 chilogrammi) di marijuana e hashish tra il 2019 ed il 2021 dalla Spagna verso la Lombardia. 

Le tonnellate di droga, nel giro di due anni, sono state trasportate e nascoste non solo tra i bancali di frutta o verdura e, addirittura, in un carro funebre in modo da sfuggire ai controlli.

E poi ancora un mare di profitti illeciti trasferiti all’estero con meccanismi di compensazione informale così come l’hawala o il fei chi’en. Inoltre, smartphone dotati di sofisticate applicazioni per la trasmissione criptata delle comunicazioni e pagamenti pure in bitcoin e, sullo sfondo, clienti vicini al mondo della musica e dello spettacolo.

D’Onofrio era già stato arrestato in flagranza di reato nel maggio 2020. Durante il periodo del lockdown avrebbe indossato la divisa per circolare senza problemi e consegnare la sostanza stupefacente o il denaro provento dello spaccio a cittadini cinesi affinché li trasferissero illegalmente in Spagna.

“Era in gamba di brutto .. .. E di famiglia mia …Sapeva cosa faceva” spiega Daniele Giannetto, uno dei capi dell’organizzazione criminale in cui D’Onofrio. Così come emerge dall’ordinanza del gip Massimo Baraldo, era inserito.

Rosario D'Onofrio

Le dimissioni di D’Onofrio, entrato nella disciplinare Aia nel 2013 sotto la presidenza Nicchi e nominato sotto quella di Trentalange a capo dell’ufficio che indaga su eventuali irregolarità degli arbitri, sono state presentate in queste ore all’Aia che – si sottolinea sempre in ambienti arbitrali – nella vicenda è parte lesa.

D’Onofrio lo scorso 28 ottobre era stato deferito dalla Procura Figc per la mancata apertura di un formale procedimento disciplinare in seguito alla denuncia di un ex assistente di A su violazioni in una votazione.

Il presidente della Federazione italiana giuoco calcio (Figc), Gabriele Gravina, si è detto “sconcertato”.

“Ho subito chiesto riscontro al presidente dell’Aia Trentalange sulle modalità di selezione del Procuratore, in quanto la sua nomina è di esclusiva pertinenza del Comitato Nazionale su proposta del presidente dell’Aia”, ha aggiunto Gravina promettendo che la Figc assumerà tutte le decisioni necessarie a tutela della reputazione del mondo del calcio e della stessa classe arbitrale.