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Sanitari No Vax, l’Asl di Lecce ne sospende 28. Provvedimenti anche per privati e liberi professionisti

Continua la campagna contro i sanitari No Vax da parte dell’Asl di Lecce. Dopo la sentenza del Tar che ha condannato un medico della Provincia a pagare anche le spese processuali, oltre a confermargli la sospensione dalla professione, arrivano altri 28 provvedimenti nei confronti di sanitari che operavano nelle strutture sanitarie pubbliche leccesi. Allontanamento dal posto di lavoro, senza percepire lo stipendio, fino al 31 dicembre: è questo il provvedimento preso dall’Asl di Lecce nei confronti dei sanitari No Vax. Le procedure di verifica, dopo le segnalazioni arrivate all’Azienda Sanitaria Locale leccese, si sono concluse negativamente per 28 dipendenti pubblici. Tra di loro ci sono 5 medici, 8 infermieri e ancora personale Oss e tecnici di laboratorio. Sulla loro ricollocazione, come richiesto dal sindacato e come indicato anche dalla legge, il segretario dell’Asl di Lecce, Roberto Rollo è chiaro: “Ad un medico non posso assegnare mansioni di dirigente o collaboratore amministrativo perché servono titoli di studio diversi. Se vogliono essere assegnati a mansioni inferiori, come quelle di usciere o altro, allora, una volta ricevuta la notifica, possono chiedere loro stessi la ricollocazione”.

Non solo sanitari No Vax, ecco il provvedimento ai danni di privati e liberi professionisti

asl

Oltre ai sanitari No Vax pubblici, altre sanzioni e provvedimenti sono in arrivo, o sono già arrivate per quella platea di dipendenti di strutture private e liberi professionisti. Procedure sono già state ultimate e sono sfociate in provvedimenti di allontanamento per circa cento operatori, di cui 12 medici, alcuni dei quali si sono vaccinati o prenotati per la prima dose subito dopo la notifica. Tra loro ci sono anche 9 infermieri: 2 del Panico di Tricase, 6 di altre Asl fuori regione e un dipendente di struttura privata. Per altri 30 liberi professionisti sono ancora in itinere gli accertamenti d’ufficio, che seguono una trafila articolata: gli interessati sono stati invitati con comunicazione ufficiale a vaccinarsi; poi è stato chiesto loro di produrre la documentazione per l’eventuale esonero dal vaccino, inviata dal Dipartimento al medico competente per la valutazione. Nel caso in cui le motivazioni addotte vengano ritenute non idonee, si passa alla sospensione, senza possibilità di presentarsi al lavoro con green pass temporaneo a seguito di tampone effettuato ogni 48 ore.

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