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Santa Severa

Santa Severa, due indagati per il bimbo annegato: “Era al cellulare”

Pubblicato il 6 Luglio, 2022

Due indagati per il bambino di due anni e mezzo annegato ieri a Santa Severa. Sotto accusa la babysitter del piccolo Francesco Mangani e il bagnino dello stabilimento “Nuova Oasi Beach”.

La Procura di Civitavecchia ha avviato un’inchiesta e i carabinieri di Santa Severa stanno cercando di ricostruire l’accaduto.

Sembrerebbe che la babysitter, 50 anni, si fosse allontanata per qualche minuto mentre parlava al cellulare e che per questo avesse lasciato da soli i due fratellini.

Una volta tornata, non ha più trovato Francesco. Solo dopo diversi minuti, sul posto, è arrivata l’eliambulanza del 118, che ha trasportato il piccolo al Bambino Gesù di Palidoro: le manovre di rianimazione dei medici, durate circa mezz’ora, si sono rivelate vane.

La donna è stata interrogata a lungo dai carabinieri.

Si cerca anche di ricostruire a quale titolo i genitori di Francesco l’avessero ingaggiata, ma al momento la priorità è ricostruire con precisione la dinamica della tragedia. La 50enne rischia di essere accusata di omicidio colposo, ma sono in corso accertamenti anche sulle misure di sicurezza dello stabilimento balneare. 

Mancavano pochi minuti alle 14 quando una cinquantenne della provincia di Frosinone, al mare insieme a Francesco e alla sorella di quest’ultimo, di poco più grande, ha iniziato a urlare. All’improvviso non vedeva più il bambino. Il personale del lido e gli altri bagnanti si sono mobilitati. La donna, una persona di fiducia dei genitori della vittima, che i bambini chiamavano zia, temeva che Francesco, un bambino vivace, fosse andato sulla strada, sul lungomare Pirgy. Il bimbo invece era a 6-7 metri da lei, con la faccia in acqua, a circa 3 metri dalla battigia.

A trovarlo il titolare dello stabilimento balneare, l’ex vice sindaco di Santa Marinella, Andrea Bianchi. Francesco, che avrebbe compiuto 3 anni il prossimo 13 novembre, non dava segni di vita. I medici per circa due ore hanno provato a rianimarlo, ma invano. Trasportato in eliambulanza all’ospedale Bambin Gesù di Palidoro, non c’è stato nulla da fare.

I carabinieri della compagnia di Civitavecchia hanno ascoltato i testimoni e le guardie costiere del posto hanno compiuto accertamenti sullo stabilimento. Il sostituto procuratore della Repubblica di Civitavecchia, Marina Mannu, ha quindi disposto l’autopsia sul corpo del piccolo, che viveva a Roma con i genitori e con la sorella e che ogni anno trascorreva le vacanze a Santa Severa. E, con l’ipotesi di morte come conseguenza di altro reato, ha indagato sia la “zia” che il bagnino.

“Un atto dovuto”, assicurano gli inquirenti, compiuto soltanto per consentire ai due indagati, nell’attesa che vengano chiarite eventuali responsabilità, di potersi subito difendere e nominare un loro consulente medico-legale. L’autopsia verrà eseguita domani pomeriggio o al massimo nella mattinata del giorno successivo.