Pubblicato il 8 Maggio 2026
L’aggressione nel cuore di New York
Un ragazzo di 17 anni è stato arrestato a New York con accuse gravissime: omicidio e possesso illegale di armi. Secondo gli investigatori, il giovane avrebbe partecipato all’uccisione di un uomo senza fissa dimora come parte di una presunta sfida virale lanciata sui social.
La vittima si chiamava Leonidas Baez, aveva 39 anni e stava dormendo nei pressi di Times Square quando sarebbe stato brutalmente aggredito.
Il delitto avvenuto nella notte
L’omicidio sarebbe avvenuto intorno alle 23:30 del 4 maggio, nella zona della 43esima strada tra Broadway e la Sixth Avenue, davanti al ristorante Burger & Lobster.
Secondo la ricostruzione della polizia, il 17enne avrebbe agito insieme ad altri due complici attualmente ricercati. L’uomo sarebbe stato colpito con diverse coltellate al volto, al petto e alla schiena mentre si trovava sdraiato sul marciapiede.
Per Baez non c’è stato nulla da fare: i soccorsi intervenuti sul posto ne hanno constatato il decesso.
Fermato dopo un controllo nella metropolitana
Dopo l’aggressione, i responsabili si sarebbero allontanati facendo perdere le proprie tracce. Il 17enne è stato però fermato successivamente dagli agenti della polizia durante un controllo nella stazione della metropolitana di Stillwell Avenue.
Gli agenti lo avrebbero notato mentre scavalcava un tornello della metro. Durante la perquisizione, il ragazzo è stato trovato in possesso di un bisturi, elemento che ha spinto gli investigatori ad approfondire la sua posizione fino al collegamento con il delitto di Times Square.
La pista della “challenge” social
Secondo quanto emerso durante le indagini, il giovane avrebbe raccontato agli investigatori di aver preso parte a una presunta challenge virale diffusa su TikTok, che avrebbe avuto come obiettivo quello di molestare persone tossicodipendenti e senza dimora.
Le autorità hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona dell’aggressione, che potrebbero risultare decisive per identificare anche gli altri due complici ancora in fuga.
L’inchiesta prosegue per chiarire il reale movente dell’omicidio e verificare eventuali collegamenti con contenuti diffusi sui social network.
Immagine di repertorio

