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Sparatoria in una moschea di San Diego: cinque morti, indagini per crimine d’odio

Pubblicato il 19 Maggio 2026

Attacco nella principale moschea della città

Tragedia a San Diego, dove una sparatoria avvenuta nella principale moschea cittadina ha provocato cinque vittime. Due adolescenti armati hanno aperto il fuoco all’esterno del centro islamico, uccidendo tre persone, tra cui una guardia giurata intervenuta per fermarli.

Poco dopo, i corpi dei due giovani sono stati trovati senza vita all’interno di un’auto parcheggiata a breve distanza dal luogo dell’attacco. Secondo le prime ipotesi investigative, i ragazzi si sarebbero suicidati.

Le autorità stanno trattando il caso come un possibile crimine d’odio.

L’allarme lanciato dalla madre di uno dei ragazzi

Le indagini sono partite dalla telefonata della madre di uno dei due adolescenti, effettuata alle 9:42 del mattino ora locale. La donna aveva denunciato la scomparsa del figlio, segnalando anche l’assenza di diverse armi dalla propria abitazione.

La madre avrebbe riferito agli agenti che il ragazzo mostrava tendenze suicide e che si trovava insieme a un altro giovane. Entrambi indossavano abiti mimetici.

La polizia ha immediatamente avviato le ricerche, inviando pattuglie anche nei pressi della Madison High School, frequentata da uno dei sospettati.

La sparatoria nel centro islamico di Clairemont

Alle 11:43 una chiamata al numero di emergenza ha segnalato la presenza di un uomo armato presso il centro islamico del quartiere di Clairemont, considerato la moschea più grande della città.

Gli agenti sono arrivati sul posto pochi minuti dopo, trovando tre persone morte all’esterno dell’edificio religioso.

Quasi contemporaneamente, a poca distanza dalla moschea, un giardiniere è stato raggiunto da colpi d’arma da fuoco esplosi da un’auto in corsa. L’uomo è sopravvissuto grazie al casco protettivo che indossava durante il lavoro.

Successivamente la polizia ha individuato i corpi dei due adolescenti, rispettivamente di 17 e 18 anni, all’interno di un veicolo parcheggiato nella zona.

Frasi razziste e messaggi d’odio

Secondo quanto emerso dalle prime indagini, uno dei due giovani avrebbe lasciato nella propria abitazione un biglietto d’addio contenente riferimenti all’orgoglio razziale.

Ulteriori scritte con contenuti di odio sarebbero state trovate anche su una delle armi utilizzate durante l’attacco.

Gli investigatori hanno spiegato che i messaggi contenevano frasi di incitamento all’odio riferite a diversi temi, pur senza indicare minacce dirette e specifiche contro il centro islamico.

Il gesto eroico della guardia giurata

Tra le vittime dell’attacco figura anche la guardia di sicurezza della moschea, descritta dalle autorità come decisiva nel limitare le conseguenze della sparatoria.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo avrebbe affrontato i due adolescenti riuscendo a contenere l’assalto ed evitando un bilancio ancora più grave.

La vittima, padre di otto figli, è stata ricordata con commozione dalla comunità locale. Un amico, Sam Hamideh, ha dichiarato che l’uomo “ha sacrificato la propria vita per proteggere le persone presenti nella moschea”.

Anche il capo della polizia ha definito il suo intervento “eroico”, sottolineando come il suo gesto abbia probabilmente impedito una strage ancora più ampia.

Rafforzate le misure di sicurezza negli Stati Uniti

Dopo l’attacco, diversi dipartimenti di polizia negli Stati Uniti hanno deciso di aumentare i controlli e la presenza delle forze dell’ordine nei pressi di moschee e luoghi di culto.

Tra le città che hanno annunciato il rafforzamento delle misure di sicurezza figurano New York City, Washington e Los Angeles.

Il dolore della comunità islamica

Profondo il cordoglio espresso dalla comunità musulmana locale. L’imam del centro islamico, Taha Hassane, ha condannato duramente l’attacco.

“È vergognoso colpire un luogo di culto”, ha dichiarato, aggiungendo che la comunità sta vivendo un momento di forte dolore e vicinanza alle famiglie colpite dalla tragedia.

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