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Stati Uniti e Iran firmano l’intesa per fermare il conflitto: ecco cosa prevede il memorandum in 14 punti

Pubblicato il 18 Giugno 2026

Trump firma l’accordo durante la cena con Macron

È arrivata anche la firma ufficiale sull’intesa tra Stati Uniti e Iran per mettere fine alla guerra in Medio Oriente. Il presidente americano Donald Trump ha sottoscritto il memorandum nel corso di una cena a Versailles con il presidente francese Emmanuel Macron, come mostrato da un video diffuso dalla Casa Bianca.

Contrariamente alle ipotesi iniziali, non si è svolta alcuna cerimonia in Svizzera. L’accordo è stato formalizzato attraverso uno scambio di firme digitali, una procedura confermata anche dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei.

Al termine della firma, Trump ha ammesso che “non è stato facile”, mentre Macron ha commentato con soddisfazione il risultato raggiunto.

Teheran: pedaggi sulle navi dopo i primi 60 giorni

Nonostante la firma dell’intesa, l’Iran ha chiarito che, trascorso il periodo iniziale di 60 giorni previsto dal protocollo, intende introdurre un sistema di tariffe per le imbarcazioni che attraversano lo Stretto di Hormuz.

Il capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha ribadito che Teheran considera lo Stretto di Hormuz parte della propria sovranità e che, una volta terminata la fase transitoria, saranno applicati canoni per i servizi garantiti alla navigazione.

Il memorandum: cessate il fuoco e negoziati sul nucleare

Il documento, composto da 14 punti, definisce le linee guida per la cessazione delle ostilità iniziate il 28 febbraio e affronta diversi temi strategici, tra cui la riapertura dello Stretto di Hormuz, l’alleggerimento delle restrizioni economiche nei confronti dell’Iran e la gestione del programma nucleare.

Il testo, denominato ufficialmente “Memorandum d’intesa di Islamabad tra gli Stati Uniti d’America e la Repubblica islamica dell’Iran”, è stato ribattezzato da Trump “il mio accordo”, definendolo un “muro contro le armi nucleari”.

Fine delle operazioni militari e rispetto reciproco

Il primo punto dell’intesa stabilisce la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari e l’impegno reciproco a non intraprendere nuove azioni belliche.

Washington e Teheran si impegnano inoltre a rispettare reciprocamente sovranità e integrità territoriale, evitando interferenze negli affari interni dell’altro Paese. Entro 60 giorni dovrà essere raggiunto un accordo definitivo.

Riapertura dello Stretto di Hormuz e stop al blocco navale

Tra gli aspetti più rilevanti figurano la progressiva eliminazione del blocco navale e il ritorno alla normalità del traffico marittimo.

Gli Stati Uniti si sono impegnati a rimuovere le restrizioni entro trenta giorni e a ritirare le proprie forze dalle vicinanze dell’Iran dopo la conclusione dell’accordo definitivo.

Da parte sua, Teheran garantirà per 60 giorni il passaggio gratuito e sicuro delle navi commerciali, avviando contemporaneamente operazioni di sminamento e un dialogo con l’Oman per la futura gestione dello Stretto.

Piano da 300 miliardi per la ricostruzione

Il sesto punto del memorandum riguarda la ripresa economica dell’Iran. Gli Stati Uniti, insieme ai partner regionali, lavoreranno alla realizzazione di un programma di ricostruzione e sviluppo da almeno 300 miliardi di dollari.

Le modalità operative saranno definite entro i prossimi due mesi e Washington si impegnerà a concedere le autorizzazioni necessarie per le transazioni finanziarie.

Verso la fine delle sanzioni

Uno dei passaggi centrali dell’accordo riguarda l’impegno americano a eliminare gradualmente le misure restrittive nei confronti della Repubblica islamica.

Il percorso comprenderà la revoca delle sanzioni statunitensi e delle misure approvate dagli organismi internazionali, secondo un calendario che verrà definito nel futuro accordo definitivo.

Il nodo del programma nucleare

L’ottavo punto affronta la questione più delicata: il nucleare iraniano.

Teheran ha riaffermato di non voler sviluppare armi atomiche, mentre le due parti hanno concordato un sistema di smaltimento del materiale arricchito sotto la supervisione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica.

Fino al raggiungimento dell’accordo definitivo, sarà mantenuto lo status quo: il programma nucleare resterà congelato e gli Stati Uniti non introdurranno nuove sanzioni né invieranno ulteriori forze militari nell’area.

Petrolio, beni congelati e controllo dell’accordo

Sul piano economico, il memorandum prevede anche lo sblocco delle esportazioni petrolifere iraniane e la riattivazione dei servizi bancari e logistici collegati.

Washington ha inoltre accettato di rendere nuovamente disponibili i beni iraniani congelati all’estero, in coordinamento con la Banca centrale di Teheran.

Per monitorare l’attuazione dell’intesa sarà creato un organismo bilaterale incaricato di verificare il rispetto degli impegni assunti.

L’accordo definitivo passerà dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu

L’ultimo punto del memorandum stabilisce che il futuro accordo definitivo dovrà essere ratificato attraverso una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, passaggio che dovrebbe garantire maggiore stabilità e valore internazionale all’intesa raggiunta tra Washington e Teheran.

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