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Trump preme sull’Europa per le riserve di gasolio: sul tavolo anche lo stop alle esportazioni Usa

Pubblicato il 2 Ottobre 2026

Washington chiede più carburante sul mercato

La crisi del gasolio apre un nuovo fronte nei rapporti tra Stati Uniti ed Europa. L’amministrazione di Donald Trump sta facendo pressione sui Paesi europei affinché immettano sul mercato parte delle proprie riserve strategiche di diesel, con l’obiettivo di aumentare l’offerta e contribuire a contenere i prezzi dei carburanti.

Il presidente americano ha lasciato intendere che Washington potrebbe chiedere formalmente agli alleati europei di utilizzare le proprie scorte. “Potremmo farlo. Hanno delle scorte di gasolio”, ha detto Trump ai giornalisti durante una trasferta in Texas legata alla campagna per le elezioni di midterm.

Poco prima, il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent aveva invitato l’Europa ad accelerare il rilascio di ulteriori forniture, sostenendo che gli alleati debbano contribuire a fronteggiare le attuali difficoltà del mercato del diesel.

L’ipotesi di un blocco dell’export americano

Alla richiesta sulle riserve si affianca un’altra possibilità, ancora al centro delle discussioni: una limitazione o un blocco delle esportazioni statunitensi di diesel verso l’Europa.

Secondo Reuters, l’amministrazione americana avrebbe chiesto in particolare a Francia e Germania di mettere a disposizione 120 milioni di barili di gasolio nell’arco di sei mesi, collegando la richiesta alla possibilità di restrizioni sulle esportazioni Usa.

La misura non è stata annunciata come un provvedimento già operativo. Resta quindi uno scenario sul tavolo, mentre Washington cerca di aumentare la disponibilità di carburante e di contenere la pressione sui prezzi interni.

Perché le riserve europee sono importanti

Le scorte strategiche rappresentano una riserva di sicurezza destinata a essere utilizzata in situazioni di emergenza. Germania e Francia detengono una quota significativa delle riserve europee, pari complessivamente a circa 13,8 milioni di tonnellate secondo i dati riportati da Reuters.

L’eventuale immissione di una parte di queste quantità sul mercato aumenterebbe l’offerta disponibile. L’Europa, tuttavia, deve contemporaneamente valutare la necessità di conservare una copertura adeguata per i mesi invernali e per eventuali nuove interruzioni delle forniture.

La richiesta americana arriva infatti in un momento caratterizzato da una forte pressione sul mercato dei prodotti raffinati, anche a causa delle tensioni geopolitiche e delle difficoltà nelle forniture provenienti da alcune aree produttrici.

Anche l’Italia coinvolta nel confronto europeo

La questione riguarda direttamente anche l’Italia, che ha partecipato alle consultazioni con Francia, Germania, Regno Unito, Irlanda e Commissione europea per definire una posizione comune nei confronti di Washington.

L’obiettivo emerso dalle discussioni è quello di coordinare le eventuali decisioni sulle riserve attraverso un confronto a livello europeo e internazionale, evitando iniziative isolate da parte dei singoli Paesi.

La Commissione europea ha inoltre indicato che il possibile utilizzo delle scorte strategiche resta una delle opzioni allo studio per affrontare l’aumento dei prezzi.

L’Europa cerca una posizione comune

I governi europei si trovano così a dover valutare contemporaneamente due esigenze: aumentare l’offerta di gasolio nel breve periodo e preservare le riserve necessarie alla sicurezza energetica.

Le consultazioni tra gli Stati membri proseguono, mentre è previsto un confronto europeo sull’eventuale utilizzo delle scorte. Al momento non è stata assunta una decisione definitiva sul rilascio delle riserve, né è stato disposto un blocco delle esportazioni americane.

La partita resta quindi aperta, con Washington che chiede un intervento rapido e i governi europei impegnati a definire una risposta coordinata.

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