Pubblicato il 29 Giugno 2026
Dopo le tensioni che nelle ultime ore hanno rischiato di compromettere la tregua, Stati Uniti e Iran avrebbero raggiunto un’intesa preliminare per sospendere le operazioni militari. Per la giornata di domani, martedì 30 giugno, è previsto un incontro a Doha, in Qatar, tra le delegazioni dei due Paesi, con l’obiettivo di affrontare la delicata questione dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio energetico mondiale.
Il summit di Doha e lo stop alle operazioni militari
Secondo quanto riferito da una fonte dell’amministrazione statunitense ad Axios, Washington e Teheran avrebbero concordato di ridurre temporaneamente le attività ostili, garantendo nel frattempo la libera circolazione delle navi nell’area interessata.
“Abbiamo deciso di interrompere tutte le attività cinetiche”, avrebbe dichiarato un rappresentante americano, confermando la volontà delle parti di proseguire il confronto diplomatico.
Le stesse fonti hanno spiegato che il vertice era stato inizialmente programmato in Svizzera per affrontare il dossier sul nucleare iraniano. Tuttavia, la recente escalation militare ha portato a un cambio di programma, con il trasferimento dei colloqui in Qatar per affrontare con urgenza la situazione nello Stretto di Hormuz. Alla riunione dovrebbe partecipare anche Nick Stewart, responsabile del team tecnico degli Stati Uniti.
La tregua resta fragile, ma i negoziati proseguono
Anche la CNN ha confermato che i canali diplomatici previsti dagli accordi tra Washington e Teheran continuano a funzionare regolarmente, nonostante gli scontri registrati negli ultimi giorni.
Le ultime 72 ore sono state caratterizzate da attacchi con droni e missili da parte dell’Iran, seguiti da operazioni aeree di risposta da parte degli Stati Uniti. Nonostante ciò, le trattative non sarebbero state sospese.
Una fonte vicina ai negoziati ha precisato che nessun incontro è stato cancellato e che i meccanismi di de-escalation, rafforzati dopo il vertice di Lucerna, restano pienamente operativi. I tavoli tecnici dedicati all’attuazione dell’intesa dovrebbero proseguire nei prossimi giorni.
Resta però alta la tensione. Donald Trump ha minacciato nuove azioni militari nel caso in cui l’Iran dovesse riprendere le offensive, mentre Teheran ha avvertito che eventuali ulteriori violazioni della tregua comporterebbero l’interruzione immediata di ogni canale diplomatico.
Israele annuncia la distruzione di infrastrutture di Hezbollah nel sud del Libano
Nel frattempo, sul fronte mediorientale, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno annunciato che l’esercito israeliano ha distrutto diverse infrastrutture sotterranee di Hezbollah nell’area di Majdal, nel Libano meridionale.
Secondo la dichiarazione congiunta diffusa dal governo israeliano, tra le strutture demolite figurava anche un tunnel lungo oltre 200 metri e profondo più di 25 metri, al cui interno sarebbero state stoccate centinaia di armi e numerose rampe di lancio destinate ad attacchi contro il territorio israeliano.
Le autorità israeliane hanno inoltre precisato di aver informato preventivamente gli Stati Uniti e il rappresentante americano in Libano prima di procedere con l’operazione.
Netanyahu e Katz hanno infine ribadito che le forze israeliane manterranno le proprie posizioni nella zona di sicurezza del Libano meridionale, proseguendo le operazioni di smantellamento delle infrastrutture considerate una minaccia, con l’obiettivo dichiarato di garantire la sicurezza delle comunità del nord di Israele e prevenire nuovi attacchi.

