Pubblicato il 9 Luglio 2021
Oggi arrivano notizie per quanto riguarda i fatti denunciati all’interno del Carcere di Santa Maria C.V., relativi alle violenze subite dai detenuti nell’ambito della settimana Santa, nel 2020, in piena pandemia.
Il Tribunale del Riesame di Napoli, infatti, al termine delle udienze che si sono svolte oggi nei confronti di quattro agenti della penitenziaria finiti in arresto il 28 giugno scorso, ha confermato due misure restrittive, attenuandone una terza e annullando la quarta con conseguente scarcerazione.
Intanto la garante dei detenuti della Provincia di Caserta, Emanuela Belcuore, pubblica sul suo profilo fb la lettera di un detenuto:

All’indomani dell’ordinanza emessa dal giudice del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, il garante aveva parlato di voci circa un “blackout dell’informazione” (clicca qui per saper di cosa parlava).
Ma soprattutto ci siamo domandati, cosa sta succedendo nelle carceri italiane, in generale e non solo nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. E per comprendere la situazione (ovviamente, innanzitutto quella del mese di aprile 2020) ne abbiamo parlato con Claudio Paterniti Martello, sociologo e ricercatore, nonchè membro del direttivo della associazione Antigone.
L’Associazione Antigone
Antigone, è un’associazione “per i diritti e le garanzie nel sistema penale”, nata alla fine degli anni ottanta. E’ un’associazione politico-culturale a cui aderiscono prevalentemente magistrati, operatori penitenziari, studiosi, parlamentari, insegnanti e cittadini che a diverso titolo si interessano di giustizia penale.

