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Zelensky licenzia due generali: “Chi tradisce la patria sarà punito” (VIDEO)

Pubblicato il 1 Aprile, 2022

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“Sono traditori”. Con questa accusa il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rimosso due generali. Lo ha annunciato lui stesso con un video registrato durante la notte nella piazza antistante la sede del Governo di Kiev.

“Oggi è stata presa un’altra decisione riguardante gli anti eroi – ha detto – Adesso non ho tempo di trattare con tutti questi traditori, ma gradualmente saranno puniti“.

I generali degradati sono l’ex capo del dipartimento principale del servizio di sicurezza interno (Sbu), Naumov Andriy Olehovych, e l’ex capo del servizio di sicurezza nella regione di Kherson, Serhiy Oleksandrovych.

“Questi militari che non hanno deciso dov’è la loro madrepatria – ha aggiunto – che hanno violato il giuramento di fedeltà al popolo ucraino per la protezione dello Stato, della sua libertà e indipendenza, verranno inevitabilmente privati del loro grado militare”.

“Secondo l’articolo 48 dello statuto disciplinare delle forze armate dell’Ucraina – si legge in una nota del ministero della Difesa ucraino – quei militari tra gli alti ufficiali che non hanno deciso dove sia la loro patria, che violano il giuramento militare di fedeltà al popolo ucraino per quanto riguarda la protezione del nostro stato, la sua libertà e l’indipendenza, saranno inevitabilmente privati di alti gradi militari”.

Gli infiltrati tra le fila ucraine non sono una novità. Il primo caso, il più clamoroso finora, è quello di Denis Kireev, spia di Putin che aveva partecipato al primo round di negoziati sedendo dalla parte di Kiev.

Kireev, una volta scoperto, è stato ucciso. Aveva provato a ribellarsi all’arresto, hanno comunicato fonti ucraine. Aveva un passato come vice direttore di un gruppo bancario ucraino e poi entrato nei servizi segreti locali. Da dentro, forniva dati sensibili al Cremlino. Come lui, altri.

Zelensky sta provando a fare piazza pulita e deve muoversi con cautela. Può fidarsi di pochi (rischia ancora di essere assassinato) ed è costretto a convivere con le scorie lasciate dai governi filorussi rimasti al potere in Ucraina fino al 2014. Girano dati economici, politici, militari, preziosi soprattutto in un momento così decisivo. 

Durante la guerra hanno avuto un ruolo decisivo anche i sabotatori. Russi, infiltrati tra i civili ucraini, che da dentro le città informavano sugli impianti difensivi organizzati dall’esercito. L’intelligence ha scoperto che molti di loro si erano insediati nei luoghi sensibili già da mesi. Altri, come successo a Kiev, hanno provato a entrare con ambulanze o camion degli aiuti umanitari.

Anche in Russia ci sono decine di infiltrati, sia occidentali sia ucraini. Il capo dell’intelligence di Kiev ha raccontato che i piani di invasione di Putin erano già noti da tempo a Zelensky, proprio grazie alla rete di informatori “alcuni dei quali anche insediati nelle stanze importanti del Cremlino”.

Ieri Joe Biden ha rivelato che Putin sta licenziando decine di consiglieri. Lo zar, raccontano i media vicini a Mosca, è estremamente paranoico. Teme il tradimento e vede spie e nemici anche dove non ci sono.

 

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