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Montemurlo, gestione dell’acqua totalmente pubblica

Primo passo verso una gestione totalmente pubblica del sistema idrico integrato e il sindaco Calamai ha bel ribadito il concetto: “L’acqua è un bene comune e la sua gestione deve essere totalmente pubblica.”
Il consiglio comunale di Montemurlo, nel pomeriggio del 25 giugno, ha approvato la disdetta dei patti parasociali di Publiacqua dal 2021 sottoscritti nel 2006, aprendo così la strada verso una gestione totalmente pubblica delle reti idriche.

Il consiglio comunale ha dato pieno mandato al rappresentante del Comune di Montemurlo di partecipare all’assemblea dei soci pubblici sottoscrittori e di votare per il ritorno ad una gestione totalmente pubblica del servizio idrico. Si tratta del primo passo di un percorso, che nel 2024 possa portare ad gestione totalmente pubblica e interamente toscana della società partecipata Publiacqua.
« Il Comune di Montemurlo ha sempre espresso la ferma volontà di arrivare ad una gestione del servizio idrico integrato a pieno controllo pubblico.- sottolinea il sindaco Simone Calamai- Con l’approvazione di questo importante atto manteniamo così un impegno che ci eravamo presi con i nostri cittadini: i privati non possono fare profitto con la gestione dell’acqua. Una posizione che, come amministrazione comunale, sosteniamo da tempo e che ho inserito anche nel mio programma di mandato ».

All’orizzonte si prospetta dunque un nuovo assetto societario per Publiacqua, che dunque dal 2024 ritornerà ad essere totalmente pubblica, dando così piena attuazione alla volontà espressa dai cittadini italiani nel referendum del 2011 contro la privatizzazione del sistema idrico. « Si tratta del primo passo formale per arrivare all’acqua completamente pubblica, escludendo così gli interessi privati dalla gestione del settore.- osserva l’assessore con delega alle società partecipate, Alberto Vignoli – Crediamo infatti che la gestione completamente pubblica del servizio possa garantire maggiore efficienza nella controllo delle reti e degli impianti idrici a tutela dell’interesse della collettività».

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