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Consigliera Emily Marion Clancy (Coalizione Civica)

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Consiglio comunale: emerge il tema dei focolai a Bologna

Consiglio comunale: emerge il tema dei focolai a Bologna, ecco l’intervento d’inizio seduta della consigliera Emily Marion Clancy (Coalizione civica).

Pubblicato il 29 Giugno, 2020

Consiglio comunale: emerge il tema dei focolai a Bologna, ecco l’intervento d’inizio seduta della consigliera Emily Marion Clancy (Coalizione civica).

L’intervento della consigliera Clancy:

“Grazie Presidente, interverrò sui focolai di Covid19 a Bologna, poiché la situazione contagi della nota azienda di logistica Bartolini è oggetto di attenzione da parte delle autorità sanitarie per un cluster infettivo dentro il magazzino delle Roveri e ora per la situazione contagi all’ex hub di via Mattei, dove sono ospiti almeno un paio di lavoratori impiegati nei magazzini di logistica della grande azienda di consegne.

Sulla gestione della pandemia penso di poter affermare, senza timore di smentita, che come Coalizione Civica abbiamo avuto un atteggiamento collaborativo con questa Amministrazione, pur essendo all’opposizione.
Personalmente, nei primissimi giorni della quarantena, ho avuto modo di confrontarmi con Emergency, che a Milano stava improntando dei protocolli importanti sulla gestione degli Sprar e delle strutture d’accoglienza, protocolli che ho immediatamente trasmesso all’Assessore Barigazzi.

Il 18 Marzo ho poi interrogato l’assessore Lombardo, insieme alla consigliera Palumbo, su coronavirus e centri di accoglienza migranti, partendo dalla denuncia di ASGI e Coordinamento Migranti sulle condizioni di sovraffollamento dell’interporto così come del Cas di via Mattei.
Si parlava dunque tre mesi e mezzo fa fa di mancato rispetto delle misure del contenimento e di un rischio concreto della diffusione del Covid-19 all’interno dell’interporto e del Cas, rispettivamente luoghi di lavoro e di domicilio di migranti e richiedenti asilo.

Cito testualmente: “Considerato che molti turni di lavoro all’interporto, ad esempio quelli nei magazzini, sono diventati ancora più rischiosi per i lavoratori e le lavoratrici perché il lavoro è raddoppiato vista la grande richiesta di merci e approvvigionamento del momento, portando i lavoratori a passare ancora più ore a strettissimo contatto; considerato che all’interno del Cas di via Mattei vivono più di duecento migranti che dormono in camerate che ospitano dalle 5 alle 10 persone con letti molto vicini tra loro, senza nemmeno le finestre per garantire un’adeguata ventilazione e il necessario ricambio d’aria. Pone la seguente domanda d’attualità per avere una valutazione politica dal Sindaco e dalla Giunta sul tema e per sapere se non considerano il sovraffollamento dell’interporto e dei centri di accoglienza particolarmente gravi in questa fase in cui le misure igienico-sanitarie sono quanto mai importanti per contenere la diffusione del coronavirus”.

Dal 18 marzo fino a pochi giorni fa mi risulta che non sia stato fatto un tampone agli ospiti del centro, neanche quelli messi in isolamento fiduciario. Solo questo fine settimana è stato fatto il tampone a tutti gli ospiti.

Ma non è stato l’unica occasione di confronto sul tema. Era il 17 Aprile quando interrogavamo nuovamente la giunta sulle condizioni delle persone senza dimora nelle strutture del piano freddo. Anch’essere spesso fatiscenti, con luoghi comuni e grandi camerate che non consentono di mantenere l’adeguato distanziamento sociale per tutelare la salute di ospiti, lavoratori e lavoratrici.

Chiedevamo se fossero previste delle misure straordinarie dedicate alle marginalità in questa fase in cui le disuguaglianze già presenti sul nostro territorio rischiano di acuirsi notevolmente a causa dell’emergenza sanitaria ed economica; un aggiornamento sulle condizioni di lavoro di questi operatori e di queste operatrici, educatori ed educatrici che hanno continuato a lavorare anche in strutture dove erano presenti casi di positività al Covid19 e con un’organizzazione complessa e in continuo evolversi a causa dell’emergenza.

A fine maggio sono emersi ben 22 casi di positività riconducibili a una struttura del Piano freddo in via del Lazzaretto, struttura che a quanto mi risulta Piazza Grande da tempo denunciasse come fatiscente e inadatta al piano freddo.

Infine abbiamo chiesto un’udienza conoscitiva in cui gli educatori e le educatrici di diverse categorie – chi si occupa di minori e incontri protetti fra minori e genitori, chi presta la propria opera presso i centri d’accoglienza, chi lavora con i disabili – hanno denunciato di aver lavorato in situazioni di pericolo, senza protocolli chiari e senza gli adeguati dispositivi di protezione individuale.

Io so che l’assessore Lombardo si è attivato per cercare altre strutture per decongestionare le strutture come il Cas di via Mattei e che la prefettura ha risposto negativamente.

Ma come il Sindaco Merola ha predisposto un’ordinanza per limitare l’accesso ai parchi, perché non quest’amministrazione non è intervenuta con molta più forza per tutelare le marginalità nella nostra città?
Quest’amministrazione, dopo diversi mesi, può affermare pubblicamente che i timori di ASGI e di diverse associazioni del terzo settore fossero fondati?

Sindaco Merola, lei è il tutore della salute pubblica nella nostra città. Chiedo quindi che la sua amministrazione si attivi per imporre il trasferimento degli ospiti delle strutture d’accoglienza ove non è possibile mantenere il distanziamento sociale e dove vi sono casi di positività al virus, garantendo così, con estremo ritardo, il diritto alla salute individuale e collettiva”.

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