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Meno 55. Diario elettorale maceratese

Macerata non ha più abitanti nè piani strategici. A 55 giorni dal voto i candidati ancora non si scoprono. Un diario elettorale accompagnerà i lettori

Macerata non ha più abitanti né piani strategici. E’ ritornata ad essere il “natio borgo” di leopardiana memoria e poco manca, in questa mania collettiva della sostenibilità, che si vedano le carrozze per strada.

Va bene la qualità della vita, in cui siamo pluripremiati, ma bisognerebbe spiegare ai nostri presenti e futuri amministratori che se non girano i soldi e le attività si chiudono invece di aprire, la città dell’Opera potrà solo intonare il canto del cigno.

La Provincia maceratese ha perso 10mila residenti, la città è stata superata in termini demografici da Civitanova Marche. Solo gli uffici sono pieni, in questa località silenziosa, impiegatizia e con turisti di assoluto passaggio. Qual è la strategia per risollevare le sorti soprattutto dopo la pandemia?

I candidati, Narciso Ricotta per il centrosinistra che rappresenta la continuità e Sandro Parcaroli, imprenditore per il centrodestra, al di là di qualche schermaglia non hanno ancora tirato fuori gli artigli. Chissà se lo faranno. Roberto Cherubini dei Cinque Stelle prova a smuovere le acque, ma forse invano.

Sì perché il minuetto elettorale non si giocherà sul reale stato di questa città macerata dalle proprie scelte, su nuove bretelle e ospedali o sulla sicurezza, tema che andava fortissimo fino a poco fa e che ora è già nelle retrovie.

La lotta sarà sul concetto di alternanza. Da destra si dirà a sinistra che hanno governato troppo, un ventennio cioè, e quindi c’è bisogno di forze fresche. Da sinistra faranno sapere ai competitors che non si governa una città senza esperienza amministrativa.Hanno un po’ tutti ragione.Peccato che la verità sia un’altra.

Quando sarà il momento, l’unica risorsa possibile dei candidati sarà l’All-in. E’ una mossa di poker, in cui il giocatore scommette tutte le chips che gli rimangono. Gli avversari, per continuare il gioco, “vedono” e “rilanciano”, se non vogliono perdere.

Le vere promesse, quelle grosse che non entrerebbero neanche nello Sferisterio, le sapremo solo in extremis. Se i sondaggi dovessero indicare il ballottaggio. Viceversa, ci si potrà sedere in un bar e ascoltare il tenero tubare dei piccioni che vegliano il borgo.

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