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Avellino – Regionali, De Blasio: occasione per il Pd. Basta personalismi, ora leader di larghe vedute

Avellino – Il Partito democratico non può non beneficiare del buon governo del presidente Vincenzo De Luca, della sua giunta e del centrosinistra e chiedo che il partito si faccia promotore di contribuire a diffondere nella opinione pubblica gli straordinari risultati conseguiti in Campania dal centrosinistra. Nel Pd, senza voler essere nostalgici, abbiamo bisogno di leader di qualità, che sappiano guardare al di là dell’orizzonte, dimostrando di avere la visione lunga, la prospettiva, le idee che rendano la politica attraente. Invece, prevale in modo esagerato il personalismo.

Carmine De Blasio, già segretario provinciale del Partito democratico, l’ultimo dirigente eletto che riuscì a contrastare a lungo gli attacchi del fuoco amico, prima dell’arrivo impetuoso della stagione dei commissari, preferisce non tornare indietro nel tempo “Le cose accadono perché forse dovevano accadere – commenta – quando decisi di dimettermi da segretario, lo ricorderete tutti, dissi semplicemente: a futura memoria”. Oggi nella politica è cambiato tutto.

Accennava al buon governo di De Luca, si riferiva alla gestione dell’emergenza sanitaria?

Sinceramente non gradisco che si valuti l’impegno in Regione di De Luca e del centrosinistra solo per il periodo di emergenza Covid, perché credo che gli ultimi cinque anni siano stati ben utilizzati per realizzare numerosi obiettivi: abbiamo registrato la crescita economica, le casse regionali sono state risanate e sono stati adottati numerosi provvedimenti per potenziare la sanità, la pubblica istruzione, il sociale, il trasporto pubblico. Venivamo dai cinque “indimenticabili” anni di gestione Caldoro, che ha fatto solo disastri in Campania.

De Luca è stato al centro dell’attenzione per la gestione della emergenza Covid, che ne pensa?

Le ripeto, non voglio esaltare solo questa parte della gestione di De Luca, tuttavia, nello specifico, credo che il presidente abbia dato prova di maturità istituzionale, perché ha assunto decisioni importanti per contrastare la diffusione del Covid prima che l’emergenza vera giungesse anche in Campania. Il governatore, con le sue misure, ha anticipato il rischio di diffusione del contagio in una delle aree con più alta densità abitativa d’Europa. Non oso immaginare cosa sarebbe potuto accadere se De Luca non fosse intervenuto con decisione e determinazione. La logica è stata quella di anticipare il virus.

Ora la fase di massima emergenza è alle spalle, si cerca di far ripartire la Campania…

La nostra regione è l’unica in Italia ad aver organizzato una serie di misure concrete in favore di tutte le fasce economiche e sociali che hanno sofferto l’emergenza sanitaria. Il governo De Luca ha messo in campo la somma di circa un miliardo di euro per tentare di sostenere i cittadini in sofferenza. Ora occorre gestire la fase successiva, che è fondamentale perché dalla tragedia del Covid possiamo trarre l’opportunità per ripartire. La storia insegna che i momenti più oscuri si trasformano sempre in momenti di ripresa.

Il mezzogiorno sta tornando al centro del rilancio economico del Paese?

Sì, la questione del rilancio del sud è tornata centrale nel dibattito nazionale ed europeo, con la Campania che rappresenta il punto di riferimento per il mezzogiorno. Abbiamo la straordinaria opportunità per presentare progetti, proposte, idee, soluzioni e credo che il gruppo dirigente di un partito dovrebbe guardare verso queste cose, non ad altro….

E siamo agli scontri interni al Pd. I commissari sono diventati effettivi a tempo indeterminato in provincia di Avellino. Ed ora pure ad Ariano Irpino…

In provincia di Avellino stiamo lavorando ad un faticoso processo di riorganizzazione, dobbiamo capire come risolvere il problema in questa provincia e dobbiamo decidere chi decide la convocazione dei congressi, che noi abbiamo sempre invocato per evitare questa eccessiva ed esasperata personalizzazione della politica. Dopo la fase elettorale dobbiamo andare verso quella direzione. Quando noi volevamo celebrare i congressi venivamo derisi, ma nelle altre province li celebravano e superavano le difficoltà. Abbiamo bisogno di leader dal pensiero lungo, che sappiano guardare oltre l’orizzonte, oltre le aspirazioni personali.

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