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Ilaria Bugetti: “Le differenze tra me e Nicola sono un punto di forza per il partito, il vero pericolo è l’astensionismo”

Ilaria Bugetti non ha bisogno di molte presentazioni, da anni in politica da quando il PD era DS, ha ricoperto negli anni tutti i ruoli che la carriera politica richiede.   Ad oggi   consigliere della Regione Toscana , Vicepresidente Segretario della II Commissione  e Componente Direzione Nazionale PD, si è  candidata per le regionali in competizione con  Nicola CioliniMaria Grazia CiambellottiMarco MartiniConcetta Manzone e Lorenzo Zejnati, anche se la sfida più intrigante pare quella con Nicola Ciolini  “Non abbiamo la certezza che nel nuovo consiglio regionale ci saranno 2 consiglieri Pd per l’area pratese, ma dobbiamo lavorare per questo – dice in merito alla tanta decantata sfida con Ciolini- dobbiamo dimostrare di saper fare squadra, e che il percorso di ciascuno di noi non è un’etichetta che ci divide ma una caratteristica secondaria rispetto a ciò che ci accomuna. È evidente che io e Nicola veniamo da due anime del partito diverse – lui ex renziano, ora probabilmente più vicino all’area di base riformista, io collocata ormai da anni in un’altra area, quella di Orlando poi zingarettiana – ma questo non deve rappresentare una debolezza, bensì una forza: il faro che deve guidarci entrambi deve essere l’obiettivo di portare più voti possibile al partito e di unire le forze per poter vincere la corsa. Siamo il Pd, al di là delle correnti. Anche perché, come ho già sostenuto più volte, al di là dei nostri avversari politici, temibili o meno, il pericolo più grande si chiama astensionismo, che vorrebbe dire esserci scollegati dalle persone: al di là dei risultati finali, quello vorrebbe dire aver perso davvero la sfida.”

Viene spontaneo chiederle, aldilà dei suoi pur importanti progetti sulla ripartenza economica del distretto pratese, della sanità sociale e della gestione totalmente pubblica delle risorse idriche, cosa una donna che si è conquistata il suo angolo di potere in politica e nella società, intende fare per le altre donne : “Credo che il primo segnale per le donne sia l’esempio, cioè dimostrare che anche una donna che ha una famiglia può e ha diritto di farcela a coniugare i tempi del lavoro o dell’impegno nella società con la famiglia. Ma ovviamente l’esempio non basta, ci vogliono azioni concrete. Io ho fatto il sindaco per 10 anni con una figlia piccola, avendo una rete familiare che me lo ha consentito, che non tutte hanno, ma non è stato per niente facile. Anche per questo vorrei portare avanti con forza tutte quelle politiche trasversali che riguardano le donne: a partire dal tema più grande che è quello contro la violenza, non solo fisica ma anche psicologica, agendo sia sul sociale che sulla sanità ,ad esempio implementando i percorsi ad hoc nei pronto soccorso, passando dal riconoscimento delle patologie che colpiscono solo o in prevalenza le donne e che spesso si ripercuotono sulla loro vita lavorativa (come l’endometriosi o la fibromialgia), fino agli strumenti per incoraggiare l’accesso delle donne nel mondo del lavoro. Tutto questo passa anche dal sostegno a quella rete di associazioni che si occupano delle donne e dei loro problemi, che sono una grande forza della nostra comunità.”

E quindi cosa cambierà se Ilaria Bugetti vincerà la sfida?: “Cambierà tutto quello che può cambiare con una donna che ha conquistato un ruolo di primo piano, cosa non facile come abbiamo visto di recente sulla vicenda dei capolista anche nel collegio di Prato” risponde secca, senza dispersioni.

Ma l’ultima domanda non poteva non essere sulla questione che da anni tiene banco nella piana, quella stessa piana che le ha dato  i natali. Ilaria Bugetti è ancora contraria all’ampliamento dell’aeroporto di Peretola? “Si ancora  contraria” dichiara decisa.  

Valentina Roselli

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