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Regionali, record in Campania: 15 liste con De Luca, in Toscana torna la “falce e martello”

Roma – Fallito il tentativo di presentarsi uniti alle elezioni regionali, il Movimento 5 stelle e il Partito democratico affrontano il voto di settembre da separati in casa. Fa eccezione solo la regione Liguria, dove l’intesa tra i due partiti di governo, è stata raggiunta da alcuni giorni intorno al candidato presidente, Ferruccio Sansa. In Veneto, Campania, Marche, Puglia e Toscana i rispettivi candidati presidenti si fronteggeranno senza sconti ed i toni della vigilia non sembrano nemmeno tanto pacati.

Ieri, alle ore 12,00, è scaduto il termine per la presentazione delle liste relative al rinnovo dei consigli regionali e dei consigli comunali: al voto sono chiamati diciotto comuni capoluoghi di provincia, di cui tre capoluoghi di regione, per un totale di 1.184 amministrazioni comunali. Numerosi i comuni al di sotto dei quindicimila abitanti, per i quali non sarà comunque necessario ricorrere al turno di ballottaggio per l’elezione del sindaco e per definire la composizione dei consigli comunali.

In provincia di Cuneo si vota nel comune di Briga Alta dove i residenti sono 42, stando ai dati Istat aggiornati al 31 dicembre 2019.

In Campania il record delle liste a sostegno di un candidato presidente: ben quindici schierate a sostegno del governatore uscente, Vincenzo De Luca.

Le curiosità sono numerose, tra conferme e ritorni di “fiamma”: in Veneto spunta la candidatura dell’ex sindaco Flavio Tosi, mentre in Puglia il senatore, Antonio Azzolini, torna in prima linea dopo lo scandalo della Casa della “Divina Provvidenza”.

In Toscana il coordinatore regionale, Stefano Mugnai, si è dimesso perché in disaccordo con le indicazioni impartite dal nazionale in ordine alla composizione delle liste regionali. E dopo trent’anni in Toscana torna il simbolo della “falce e martello”

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