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scritte blasfeme

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Scritte blasfeme con bombolette spray sulla chiesetta di Macurano. Denunciate due turiste

Hanno ripetutamente imbrattato una chiesetta medievale con alcune scritte blasfeme e per farlo hanno usato delle bombolette spray di due colori diversi, rosso e nero. Ora, sono finite nei guai in due, ma si continuerà ad indagare perché l’azione è stata compiuta da cinque persone nel complesso. Caccia quindi alle altre tre complici delle due turiste denunciate a piede libero per aver deturpato un bene culturale come la chiesetta medievale del ‘500 Santo Stefano di Macurano a Montesardo, frazione di Alessano. I carabinieri della Stazione di Alessano, dopo un mese di indagini, sono riusciti a risalire a due donne, due turiste entrambe in vacanza nel Salento che ora sono state denunciate. Le scritte blasfeme sulla chiesetta, apparentemente fatte senza alcun movente politico o religioso, ma solo per noia o peggio per divertimento, sono l’ennesima prova di un turismo selvaggio che nel Salento in questa rovente estate si è trasformato troppo spesso in vandalismo, così come dimostra il caso della chiesetta di Baia Verde a Gallipoli danneggiata ad inizio agosto.

Scritte blasfeme sulla chiesetta, è caccia alle complici

Cinque, come detto, sono le autrici dei ripetuti atti vandalici e delle scritte blasfeme sulla chiesetta di Montesano. Le due denunciate fino a questo momento sono una 48enne, P.G. residente a Livorno e una 40enne di Berlino, L.S.E. Entrambe dovranno rispondere di deturpamento e imbrattamento di cose altrui aggravato in concorso.  Ad indirizzare le indagini sono stati alcuni filmati di videosorveglianza privati, la raccolta di informazioni e testimonianze oculari. La preziosa chiesetta è stata pesantemente deturpata con frasi in italiano, inglese e tedesco scritte con in vernice spray rossa e nera. Il motivo del gesto, come detto, è ancora ignoto ed è in fase di accertamento. Qualche settimana fa si era scatenata una polemica contro queste scritte blasfeme da parte di vandali senza volto e nome e l’accaduto aveva indignato la comunità di Alessano e l’associazione Sud Salento. Così tanto che, in una nota a firma del presidente Marcello Seclì, si chiedeva a chi di dovere di adoperarsi per identificare i responsabili di quelle scritte blasfeme che hanno macchiato secoli di storia. 

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