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La ministra Azzolina minaccia la Regione di impugnare l’ordinanza sulla misurazione della febbre

Continua lo scontro tra Regione e governo sulla misurazione della febbre

Prosegue la lite tra Regione e governo sul luogo dove effettuare la misurazione della febbre dei ragazzi prima di entrare a scuola. L’ordinanza firmata dal governatore Cirio, che impone la misurazione della febbre a scuola e non a casa come prevedono le linee guida dettate dal governo, ha sollevato le critiche prima dell’ufficio scolastico regionale e stamattina della ministra Azzolina. “Non escludiamo la possibilità di aprire un contenzioso con la Regione Piemonte e impugnare il decreto del presidente Cirio, ha detto la ministra che oggi era in visita a una scuola di Biella. “Il ministero ha detto che la misurazione della febbre va presa a casa perché non è giusto che studenti contagiati utilizzino i mezzi di trasporto per arrivare a scuola”, ha continuato il ministro dell’Istruzione. “Non si può a 4 giorni dall’apertura cambiare le regole del gioco, è una questione di rispetto per le famiglie e per i dirigenti scolastici”. Il botta e risposta non è finito qui, perché il presidente Cirio ha voluto avere l’ultima parola: “È assurdo che il ministro Azzolina stia valutando di impugnare le nostre linee guida sulla misurazione della febbre a scuola, sono davvero senza parole. Nessuno ha tenuto conto delle famiglie negazioniste, che hanno già detto che la febbre ai loro figli non la misureranno perché il Covid non esiste”. Ha commentato Cirio dopo aver illustrato il piano dei trasporti per la riapertura delle scuole. Da lunedi’, per l’inizio della scuola, ci saranno 20 treni in più, pari a 1074 chilometri aggiuntivi al giorno, e 500 corse in più dei bus. Nel complesso il servizio di trasporto è stato incrementato del 20%. Il presidente ha definito quello di lunedì il vero test per la ripartenza, ricordando che sono stati messi a punto tutti gli atti necessari, come l’aumento dal 50% all’80% della capacità di carico dei mezzi del trasporto pubblico locale, l’attivazione di 29 hot spot scolastici su tutto il territorio ai quali si possono portare i bambini con sintomi di contagio, fare il tampone e avere il risultato in poche ore, l’attivazione del nuovo Dipartimento per le emergenze e le malattie infettive, la rimodulazione dell’Unità di Crisi.

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